24 fotogrammi in 4 parole


la porta magica di Coraline
luglio 6, 2009, 1:55 pm
Filed under: cinema | Tag: , ,

coraline-e-la-porta-magicaTratto da un romanzo fantasy a firma di Neil Gaiman (autore di fumetti, scrittore giornalista), Coraline e la porta magica è il film d’animazione dell’estate, casomai aveste bisogno di brividi per rinfrescarvi.

La direzione è stata affidata allo stesso regista di Nightmare before Christmas, Henry Selick di cui si vede il volto sul dollaro che la Mamma dà al facchino come mancia in una delle prime scene.

Non mi dilungherò sulle critiche e i plausi attribuiti a questo film il cui nome è un refuso da tastiera poichè la protagonista doveva chiamarsi Caroline ma il suo autore ha invertito le vocali ed hanno deciso di lasciarlo così (apriamo un club pro dislessia da tastiera!).

Ho cercato in rete un paio di link in cui trovare qualche notizia da leggere prima di andare al cinema per i più prudenti, dopo per i più temerari:

nozioni e curiosità da manuale
il trailer
il libro da cui è tratto
qualcuno che lo critica

PER CHI HA GIA’ VISTO IL FILM

Ho trovato piccole, sfiziose, curiosità su wikipedia che riporto qui di seguito:

* Nell’ Altro Mondo, l’Altra Madre sta facendo un’omelette a Coraline per colazione. Quando rompe l’uovo e lo versa nella ciotola, si può vedere nel tuorlo d’uovo la faccia di Jack Skeletron di Nightmare before Christmas.

* Il faro rosso che si vede in una delle palline di neve che Coraline mette sullo scaffale del camino, è la riproduzione del Big Red, il faro dell’Holland State park in Olanda.

* Durante la scena dei trapezi nell'”Altro Mondo”, Miss Spink e Miss Forcible citano alcuni versi di Hamlet di William Shakespeare. Le parole fanno parte di un
* Ci sono 248 cagnolini neri durante lo spettacolo dei trapezi nell’ “Altro Mondo” a cui assistono anche Coraline e Wybie.

* Mr. Bobinsky indossa la medaglia originale dei “Partecipanti alla liquidazione degli effetti dell’incidente di Chernobyl”.

PER CHI NON HA VISTO IL FILM. SE.

se avete qualche nodo irrisolto sul bene che vi vogliono i vostri genitori

se pensate che ogni tanto dovreste risvegliare il coraggio che è dentro di voi

se vi piacciono i bottoni

se le streghe a voi, ormai, vi fanno un baffo

se vi piace il fantasy e i film d’animazione fatti meravigliosamente bene

se vi fa caldo e avete bisogno di brividi che corrano lungo la schiena

andate al cinema a vedere Coraline e la porta magica. A me è piaciuto molto.

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i 100 film da vedere prima di morire
marzo 24, 2009, 10:56 am
Filed under: cinema | Tag: ,

Questo è un elenco di 100 titoli stilato da quelli di MyMovies di film che bisognerebbe vedere prima di morire.
Come Napoli, insomma.

Io mi sono divertita a contare quanti ne avevo visti di quei 100. Sono solo 34.
Voi?



Cover boy. Ed è subito arte.
maggio 18, 2008, 11:00 pm
Filed under: anima, cinema, segnali di fumo | Tag: , ,

Se rilanciare il cinema italiano, premiarlo, agevolare i registi in gamba, migliorare la distribuzione a favore della qualità, se davvero è questo l’intento del neo sindaco capitolino allora un film come Cover Boy andrebbe distribuito in maniera- quantomeno – diffusa e prolungata.
Cover Boy è un film splendido. Una storia profonda che abbraccia sentimenti, uomini, immagini che difficilmente dimenticherò. Vi rimando qui per una recensione. Mi lascio lo spazio per i miei suggerimenti da amateur della settima arte.
Cercate questo film e andate a vederlo.
E’ la storia di un rumeno in fuga da un posto difficile e un italiano alla ricerca di una vita normale in un paese in cui a 40 anni essere precari non fa quasi impressione più a nessuno. L’incontro fortuito e… non vado oltre perchè questa è solo l’ossatura anzi solo un pezzo del caleidoscopio.

Chissà, forse mi sento una privilegiata quando scopro film come questo nella pila di prodotti che quotidianamente ho sottomano. Una scoperta che a volte apre una fessura nel lineare scorrere dei pensieri. Un’apertura che spesso – per la sottoscritta – è solo una immagine. Uno sguardo.
Ed è subito arte.



la persona de leo n.
febbraio 28, 2008, 12:29 am
Filed under: amore e dintorni, anima, cinema, transessuali | Tag:

Mi imbatto in un film in dvd dal titolo non eccessivamente accattivante ma che acquista il proprio significato già dopo le prime scene. Un film/documentario sulla storia di una persona e della sua transizione. La persona De Leo N.
Un film molto bello, una storia che ha scavato nelle mie viscere e scosso tutti i pensieri ancora in fila su altri fronti.

Oggi si parla di transessuali, di uome e donni (leggevo a tal proposito qualcosa su un D la repubblica delle donne qualche domenica fa). Si discute sulle questioni di genere. Questioni di identità. Ma a che serve discuterne senza avere un punto di vista intimo, direi quasi anatomico e propriocettivo? Questo è ciò che quest’opera riesce ad avere. E a dare: uno sguardo intimo sulla transizione di genere.
“Il mio sforzo è sempre quello di adottare un punto di vista il più possibile vicino a quello del personaggio che vorrei conoscere e raccontare. E dico personaggio proprio perché questo è quello che accade nel cinema di finzione – dice il regista Alberto Vendemmiati – “per il documentario invece ci vuole tempo, tanto tempo. E’ il suo fascino. E quando qualcuno non coinvolto in un racconto mi spiega qualcosa, non mi convince, soprattutto se quel qualcosa è una grande sofferenza”.

Questo film/documentario attiva un processo di identificazione; non tanto con il personaggio quanto con l’esigenza umana della persona di nutrire e costruire il libero arbitrio rispetto alla gestione della propria vita. La certezza che l’irreversibilità della vita passa attarverso la reversibilità delle scelte.

La persona De Leo N.
è un viaggio che parte dal biologico per arrivare ad un’etica certezza che la protagonista stessa (della propria vita e del film) sintetizza così:
sono una persona che è nata per essere se stessa. Dopo la prima partita ho rimischiato le carte per giocare la rivincita ed ho vinto.

Cercatelo e vedetelo.



segnali di fumo e fumetto
settembre 3, 2007, 8:18 am
Filed under: anima, cinema, musica, segnali di fumo

Vi segnalo un altro piccolo haiku su canemucca .
Inoltre a chi piace Miyazaki suggerisco di ascoltare – ad occhi aperti – la colonna sonora de Il castello errante di Howl, suonata dal vivo.



Chi è il grande capo di Lars Von Trier?
gennaio 19, 2007, 4:37 pm
Filed under: cinema | Tag:

Ancora cinema! Ancora una volta un buon cinema. Dopo L’arte del Sogno capace di istillare molecole di alchimia nel modo di vedere il mondo, l’altra sera ho occupato una comoda poltroncina di moquette blu per vedere l’ultimo lavoro del regista danese, Il grande capo. Non mi imbarcherò in prolusioni da critica cinematografica. Alcuni non sopportano quelli come me che parlano del film subito dopo averlo visto ma io non posso farne a meno!

Faccio finta di essere nell’ingresso del cinema verso l’uscita, tra la biglietteria e il bancone del bar. Ebbene sì, ve lo posso proprio dire: il film mi è piaciuto moltissimo!
Tutti vi diranno che è un film sul potere e sulla sua messa in scena. Tutti vi parleranno dell’agilità con cui Lars Von Trier affronta un genere come la commedia senza mai risultare banale. E vi parleranno di Dogma ma anche della tecnica di ripresa utilizzata in questo film che affida ad un computer la scelta casuale delle inquadrature. Vi parleranno del giochino dei fotogrammi, sette in tutto e sparsi a casaccio all’interno della narrazione, fotogrammi che sembrano errori e che invece, scoperti e sommati assieme, raccontano qualcosa. Chi scopre cosa vincerà 4 mila euro.
Vi diranno della voce narrante, quella del regista, che sembra stia prendendo appunti ad alta voce mentre scrive la sceneggiatura del film. E con questo tono confidenziale sembra quasi ci faccia accomodare non di fronte, non più in basso come semplici fruitori ma accanto. Così ci fa credere. Ma.
Ma alla fine noi, come i protagonisti del film, non decidiamo nulla. Recitiamo anche noi una parte e il vero grande capo è proprio lui, il regista. Lars Von Trier.



Directed by
gennaio 16, 2007, 12:35 am
Filed under: cinema

Anteprima nazionale del film di Michel Gondry L’arte del sogno. Questa volta la traduzione del titolo ( The science of sleep è il titolo originale) ha risparmiato al film l’equivoco di essere catalogato come un filmetto da palinsesto televisivo pomeridiano come il precedente Se scappi ti cancello, anzi Eternal sunshine of a spotless mind .

the science of sleep

L’arte del sogno è un film che paradossalmente riporta alla realtà: chi di noi riesce sempre a distinguere il sogno dalla realtà? Chi di noi non ha una stanza nel proprio cervello in cui succedono le cose che vorremmo?
Sono sempre stata attratta dalla coincidenza tra realtà e verità: non tutto ciò che è reale è vero, non tutto quel che è vero è reale. E in questo film Gondry non fa altro che mescolare insieme questi due ingredienti, realtà e verità, costruendo sul piano drammaturgico una storia d’amore meravigliosa, strampalata, irrisolta e delicata utilizzando la dimensione onirica come unico motore della storia.

Sogni ad occhi chiusi, ad occhi aperti, colorati, in bianco e nero, chimica, magia: smetteremo mai di essere fatti della loro stessa materia? Smetteremo mai di essere fatti, come diceva il nosto caro Will, della stessa materia dei sogni?