24 fotogrammi in 4 parole


Una motosega per Brandon Sclero

loca_nuova_piccola-matUna motosega per Brandon Sclero è uno spettacolo delizioso in cui Mauro Gasperini e Guido Catalano rapiscono lo spettatore in un circolo virtuoso, e vizioso (per gli appassionati), di racconti in prosa che diventano poetici e versi poetici che diventano racconto.
Si ride. Tanto. Si gode di visioni immaginifiche disegnate solo con la voce. E con le parole, naturalmente.

Se sentite di tappe nelle vostre città, non esitate.
Non temete se lo chiamano reading risvegliando rigurgiti cultural-pallosi.

Di leggere, Mauro e Guido leggono. Ma avendoli scritti quei pezzi, riusciranno a farvi chiudere gli occhi e perdere il conteggio del tempo con la speciale sapienza di contemporanei sheradzade.

Grazie a lei per averlo portato in Toscana.

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poco haiku, molto cielo
dicembre 8, 2007, 8:42 pm
Filed under: anima, poesia, segni urbani | Tag:

Nell’attesa ho alzato gli occhi al cielo
incastrato dalle linee rette dei palazzi.
Se ne stava lì
come fotogramma di pellicola.
E trasversali ai miei occhi
passavano le nuvole
veloci.
A passo 1.
Non ho pensato a nulla.
Solo alle nuvole lontane.



Lo stupore e il partecipare
maggio 9, 2007, 8:35 pm
Filed under: anima, città, poesia, Wislawa Szymborska | Tag: ,

szymbroska_02La poesia non vuole comunicare. Non parla a me, a te. Non insegna. Non ipotizza nè dimostra.
La poesia è stupore del mondo. Non in senso filosofico, intenso come distacco dal mondo per poterlo osservare con occhi nuovi. Al contrario, la poesia è lo stupore che sta dentro le cose e le intensifica.
Quando la lingua si ambienta perfettamente al mondo di tutti i giorni e lo scopre ogni volta.
Quando il ritmo, il tono, le strofe diventano un fenomeno di sorprendente vicinanza a ciò che siamo e non sappiamo dire.
Quando, per attitudine socratica, la poesia abbassa i toni, partendo da un non so e da un perchè.
Quando cose nuove vengono scoperte dentro cose note.
Quando la poesia ci spinge a tenere una tecnica di mobilità mentale attraverso giochi logici, narrativi e ironici allora v’è stupore e partecipazione.
Allora è Wisława Szymborska.

Oggi, presente alla Normale di Pisa e introdotta da una notevole lectio di Alfonso Berardinelli, la ottantaquatrenne poetessa polacca ha incantato una sala gremita con la sua flebile voce e lo sguardo vispo e tagliente.

La Szymborska, hanno detto, è tra le poetesse più citate dai blogger. Io credo che il motivo sia legato, ancora una volta, allo stupore e alla partecipazione di cui i blogger sono insieme instancabili fruitori e attivi protagonisti.

Qui le foto dell’incontro con la poetessa a Pisa.



La cipolla
febbraio 24, 2007, 3:47 pm
Filed under: anima, cibo, poesia | Tag: ,

Trascrivo qui una poesia di Wislawa Szymborska, una delle più note poetesse contemporanee viventi. La cipolla è uno dei termini che usiamo spesso come metafora immaginifica. Ma avreste mai pensato di leggere una poesia così bella?

onion

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.

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