24 fotogrammi in 4 parole


Perchè Brecht sapeva già tutto?
maggio 28, 2008, 5:00 pm
Filed under: luoghi comuni, segnali di fumo, segni urbani | Tag: , ,

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento
perchè rubacchiavano

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto
perchè mi stavano antipatici

Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi

Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente
perchè non ero comunista

Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertold Brecht

Grazie a fabrizio per la segnalazione.

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Cover boy. Ed è subito arte.
maggio 18, 2008, 11:00 pm
Filed under: anima, cinema, segnali di fumo | Tag: , ,

Se rilanciare il cinema italiano, premiarlo, agevolare i registi in gamba, migliorare la distribuzione a favore della qualità, se davvero è questo l’intento del neo sindaco capitolino allora un film come Cover Boy andrebbe distribuito in maniera- quantomeno – diffusa e prolungata.
Cover Boy è un film splendido. Una storia profonda che abbraccia sentimenti, uomini, immagini che difficilmente dimenticherò. Vi rimando qui per una recensione. Mi lascio lo spazio per i miei suggerimenti da amateur della settima arte.
Cercate questo film e andate a vederlo.
E’ la storia di un rumeno in fuga da un posto difficile e un italiano alla ricerca di una vita normale in un paese in cui a 40 anni essere precari non fa quasi impressione più a nessuno. L’incontro fortuito e… non vado oltre perchè questa è solo l’ossatura anzi solo un pezzo del caleidoscopio.

Chissà, forse mi sento una privilegiata quando scopro film come questo nella pila di prodotti che quotidianamente ho sottomano. Una scoperta che a volte apre una fessura nel lineare scorrere dei pensieri. Un’apertura che spesso – per la sottoscritta – è solo una immagine. Uno sguardo.
Ed è subito arte.



Hotel Messico, una singola please
maggio 17, 2008, 9:40 pm
Filed under: segnali di fumo | Tag:

Seppellitemi con l’accappatoio – l’autore lo sa – l’ho letto tutto d’un fiato in libreria. Mi son seduta e ho letto parola per parola senza uscire mai dal libro. Poi l’ho comprato e sono uscita. Dal libro e dalla libreria, s’intende.
Vi consiglio l’acquisto ad occhi chiusi del nuovo libro di Hotel Messico (al secolo Gianni Solla). Il libro si chiama Airbag e lo trovate on line su Feltrinelli.



stefano bollani e altre piccole storie
maggio 8, 2008, 10:54 pm
Filed under: anima, città, musica, segni urbani | Tag:

Ho visto un cielo che pareva disegnato con i pastelli ad olio. Poi un albero imprigionato in un camion. Ho visto un cartello stradale dal messaggio indecifrabile e un camionista innamorato delle allitterazioni. Infine il buio e la musica. La musica. La musica.