24 fotogrammi in 4 parole


Occhi su un mondo laterale
marzo 26, 2007, 8:14 pm
Filed under: città, fotografia, segni urbani, televisione, videos

Dura la vita per chi ama raccontare con le immagini. Non vi sembra strano?
Tanto più cresce lo spazio dato su internet alle scene “private” (you tube, flickr), tanto più ci alleniamo a guardare la vita degli altri (GF e altre amenità) sullo schermo delle tv e dei videofonini, tanto più diminuisce la tolleranza verso coloro che inquadrano soggetti non turistici come, chessò, un banchetto della frutta.
Avete mai provato a girare da soli in città con una videocamera? Gli sguardi preoccupati delle persone sono più che una percezione.
Mi viene da pensare che ci sia una contraddizione sociologica evidente tra le quotidiane battaglie sulla tutela della privacy e lo spiccato voyerismo, in mille modi declinato, che caratterizza la nostra epoca. Da una parte c’è qualcuno che paga milioni pur di entrare in possesso di foto scandalistiche e dall’altra chi si scandalizza del videobullismo. Ma non è di questo che voglio parlare, lascio sbrogliare ai sociologi la matassa. Se mai ce ne fosse una.
Voglio inagurare un progetto video che ho chiamato mie alchiMie e che nasce dall’idea di dare spazio alle immagini “rubate” alle città, ai luoghi e al loro vivere quotidiano senza nuocere nessuno con fotogrammi morbosi. Niente moralismi, solo immagini accostate, come note su un pentagramma.
Le immagini che ho usato sono riprese scartate dal girato di un matrimonio. Spesso accadono cose collaterali alla scena principale, quella su cui è concentrata l’attenzione di tutti, che nessuno nota. E sono piccole immagini poetiche.
Voglio ringraziare pubblicamente i Dulevànd per avermi concesso di usare il loro bellissimo brano Alla Controra come soundtrack di questo piccolo video, e Tomax per le sue riprese, occhi meravigliosi puntati sul mondo.

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refusi in fuga
marzo 23, 2007, 9:02 pm
Filed under: giornalismo, segnali di fumo

Un refuso di stampa che qualcuno, nella redazione di un quotidiano, si è lasciato sfuggire. Un lapsus freudiano?

refusi di stampa

(Clicca sull’immagine per vederla più grande)



poche parole e una lunga, intensa, linea
marzo 18, 2007, 7:30 pm
Filed under: poesia, segnali di fumo

Segnalazione per tutti coloro che hanno voglia di scoprire come si possa comunicare qualcosa con la forza di un’opinione e la dolcezza della poesia semplicemente ( si fa per dire) disegnandola.
Nadia Zorzin – blogger, grafica pubblicitaria e illustratrice – è ospite questo mese su apogeonline nella sezione Apogeonline Bit Comics con alcune tavole sul tema della tecnologia.
Posso darvi un consiglio, vero?
Passate di a vedere come Nadia parla, e parlerà di volta in volta, di telefonini, internet, chat e via dicendo. Che dire di più? Spero vi piaccia quanto piace a me.



tra il perineo e il porno, al momento, è meglio il porno
marzo 16, 2007, 9:31 pm
Filed under: segnali di fumo

Ad un certo punto ci si fa l’abitudine. Corsi di formazione ovunque e di qualsiasi tipo: medicina naturale, web designer, risorse umane, moda, operatore turistico. E qui l’elenco diventerebbe lungo e noioso. Però oggi ne ho visto uno, uno che nell’elenco dei corsi di formazione passa direttamente in pole position tra quelli più strani. Un corso pubblicizzato da un depliànt che ho qui con me sottomano e merita almeno una segnalazione. Il titolo è (trascrivo letteralmente):
Corso di conoscenza e di educazione alla percezione e alla funzione del perineo
I livello – 8 incontri
II livello – 5 incontri

Non uno. Due livelli! Propedeutici l’uno all’altro. Sto morendo di curiosità. Cosa si farà mai in questo corso? Addirittura la conoscenza, l’educazione, la percezione e la funzione? Ma la zona del perineo non riguarda i muscoli che regolano il movimento degli sfinteri? E si possono percepire ed educare? Non per nulla, ma non lo sapevo.
Ad un certo punto si fa l’abitudine a tutto.
Il target a cui questo corso di rivolge è soprattutto quello delle donne in menopausa e post parto.
Per questo motivo non voglio fare battute. Chè – poi – tra un ventennio magari mi ci devo iscrivere anche io. :-)

Nel frattempo che arrivi la menopausa volevo segnalare un post molto, molto carino di Pornoromantica. La pubblicazione di un excursus della vita del porno attore Franco Trentalance scritta di suo pugno. Lo potete leggere qui e vi assicuro che ne vale la pena.
Perinei a parte, anche gli attori porno hanno un cuore e sense of humor.



scene da una bottiglia ambulante
marzo 7, 2007, 7:56 pm
Filed under: anima, città

Ieri mattina, imbottigliata nell’autobus, rannicchiata sulla mia seggiola per non dare fastidio all’umanità, zaino sulle ginocchia e ipod alle orecchie, provavo a non pensare a nulla che potesse farmi sentire peggio di quanto ci si senta ad essere amalgamati ad un composto che non vuoi.
Ed ero lì. Con il naso schiacciato contro il finestrino a godermi il più possibile il movimento apparente delle cose ferme.
Il movimento è dell’autobus, della bottiglia ambulante che mi trasporta: è lui che proietta sulle case, sugli alberi, su tutto ciò che immobile pare se immobile stai, questo movimento trascinato. Un effetto sfocato a diaframma aperto che l’occhio ingoia a velocità incostante.
Ma poi il movimento si ferma. Non giro la testa. Continuo a guardare fuori. All’improvviso vedo un vecchietto uscire da un bancomat (di quelli chiusi in una specie di stanza). Ricurvo su se stesso, storto, con un baschetto in testa ed un bastone in mano. Lento apre la porta, fa un passo e lascia che la porta si chiuda – da sola – dietro di lui. Ma poi si ferma. Ci ripensa. Si gira piano, ritorna sul suo unico passo fatto e si assicura che la porta si sia chiusa bene.
Come se la porta fosse quella di casa sua.
La delicatezza e la semplicità di un gesto consueto e privato in un posto inconsueto e pubblico, mi ha commossa. E in quel breve attimo mi sono concessa di pensare di non essere imbottigliata nell’autobus, imbottigliato a sua volta nel traffico e nella fretta dei clacson.



Minoli dixit
marzo 1, 2007, 7:46 pm
Filed under: giornalismo, segnali di fumo, televisione

Oggi a Firenze si è tenuto un incontro tra gli studenti e gli studiosi di comunicazione e Giovanni Minoli. Io c’ero. E questo potrebbe non essere rilevante, ma c’ero ed ho preso appunti. Quelle di seguito non sono citazioni testuali ma solo appunti, più o meno testuali, sulle cose di cui ha parlato il Direttore di Rai Educational, in qualità di giornalista e producer televisivo.

Le specificità delle tecnologie
Ogni tecnologia è un linguaggio. Quando c’è un passaggio da una vecchia tecnologia ad una nuova, il più delle volte quello che succede è che si travasa il vecchio contenuto sul nuovo mezzo. Non si mette a frutto la specificità del mezzo. Gli addetti ai lavori non si chiedono, per esempio, qual’è lo specifico della tecnologia-internet?

Il telecomando rende liberi
Dopo il colore, il telecomando è una delle più grandi invenzioni che ha rivoluzionato l’approccio alla televisione: grazie al telecomando l’uomo è libero di costruirsi il proprio palinsesto (altra cosa è la pochezza di contenuti dei palinsesti televisivi, argomenta poi Minoli).

Gruppi di lavoro
La mia passione è costruire gruppi di lavoro. Ci vuole intuito nella scelta delle persone e se questo funziona si crea alchimia. E’ importante fare gruppi di lavoro con meno persone di quelle di cui si ha bisogno in modo che ognuno dei componenti del gruppo debba sempre fare qualcosa in pìù di quello che gli compete. In questo modo è difficile che si tenda a coltivare solo il proprio orticello.

I talk show alla frutta
I talk show di approfondimento alla Porta a Porta sono oramai alla frutta. Vanno avanti per slogan piuttosto che per riflessioni.

Il motto: fare facendo
Una delle cose migliori per fare le cose che non sappiamo fare è fare, facendo.



Dedicato ai disoccupati
marzo 1, 2007, 10:47 am
Filed under: segnali di fumo

Leggo oggi su Magazine, l’inserto del giovedì del Corriere della Sera, un articolo-intervista ad Emma Bonino. Tra le tante cose, mi ha colpito quello che dice sull’amore. Anzi, come racconta lei stessa, quello che le diceva sempre sua madre: “Innamorarsi è un caso. Volersi bene è un’attività”.

Dedicato ai disoccupati.