24 fotogrammi in 4 parole


i 100 film da vedere prima di morire
marzo 24, 2009, 10:56 am
Filed under: cinema | Tag: ,

Questo è un elenco di 100 titoli stilato da quelli di MyMovies di film che bisognerebbe vedere prima di morire.
Come Napoli, insomma.

Io mi sono divertita a contare quanti ne avevo visti di quei 100. Sono solo 34.
Voi?



Cover boy. Ed è subito arte.
maggio 18, 2008, 11:00 pm
Filed under: anima, cinema, segnali di fumo | Tag: , ,

Se rilanciare il cinema italiano, premiarlo, agevolare i registi in gamba, migliorare la distribuzione a favore della qualità, se davvero è questo l’intento del neo sindaco capitolino allora un film come Cover Boy andrebbe distribuito in maniera- quantomeno – diffusa e prolungata.
Cover Boy è un film splendido. Una storia profonda che abbraccia sentimenti, uomini, immagini che difficilmente dimenticherò. Vi rimando qui per una recensione. Mi lascio lo spazio per i miei suggerimenti da amateur della settima arte.
Cercate questo film e andate a vederlo.
E’ la storia di un rumeno in fuga da un posto difficile e un italiano alla ricerca di una vita normale in un paese in cui a 40 anni essere precari non fa quasi impressione più a nessuno. L’incontro fortuito e… non vado oltre perchè questa è solo l’ossatura anzi solo un pezzo del caleidoscopio.

Chissà, forse mi sento una privilegiata quando scopro film come questo nella pila di prodotti che quotidianamente ho sottomano. Una scoperta che a volte apre una fessura nel lineare scorrere dei pensieri. Un’apertura che spesso – per la sottoscritta – è solo una immagine. Uno sguardo.
Ed è subito arte.



dove trovare il film “la persona De Leo N.”
marzo 1, 2008, 5:24 pm
Filed under: segnali di fumo, transessuali | Tag:

E poi dite che sono pigra e non faccio mai nulla per gli altri!
Direttamente dalla voce del padrone, sono riuscita a capire come mai il film di cui stiamo parlando è distribuito male e non si trova facilmente nemmeno sulle groppe dei muli.
Ma di questo ne parleremo. Veniamo alla soluzione del problema.

    Premesso che:

– vi troverte di fronte ad una copertina che il regista non ha mai scelto e che non parla nè del film nè della protagonista
– vi troverete di fronte ad un vietato ai minori di 18 anni assolutamente inconcepibile (secondo me i censori non hanno letto nemmeno la sinossi)
– ma soprattutto, vi troverete di fronte ad un sito di una casa di distribuzione che, tra le altre cose, distribuisce anche film trash e soft core

    insomma premesso tutto questo, non scoraggiatevi, andate a avanti e seguite il tragitto che vi indicherò (manco fossi la stella cometa di Betlemme).

Non potendovi linkare direttamente la pagina del sito in cui vi elenca i punti vendita, dovreste andare su www.millenniumstorm.it , cercare nel catalogo il titolo del film La persona De Leo N.. Dopo ciò avrete di fronte la pagina in cui potete cercare i punti di rivendita o noleggio del film. Vi è anche la possibilità di download in formato divx da un link sempre indicato nella pagina.

Come tutte le cose belle, sono difficili da trovare. Ma poi, credetemi, ne vale sempre la pena.



la persona de leo n.
febbraio 28, 2008, 12:29 am
Filed under: amore e dintorni, anima, cinema, transessuali | Tag:

Mi imbatto in un film in dvd dal titolo non eccessivamente accattivante ma che acquista il proprio significato già dopo le prime scene. Un film/documentario sulla storia di una persona e della sua transizione. La persona De Leo N.
Un film molto bello, una storia che ha scavato nelle mie viscere e scosso tutti i pensieri ancora in fila su altri fronti.

Oggi si parla di transessuali, di uome e donni (leggevo a tal proposito qualcosa su un D la repubblica delle donne qualche domenica fa). Si discute sulle questioni di genere. Questioni di identità. Ma a che serve discuterne senza avere un punto di vista intimo, direi quasi anatomico e propriocettivo? Questo è ciò che quest’opera riesce ad avere. E a dare: uno sguardo intimo sulla transizione di genere.
“Il mio sforzo è sempre quello di adottare un punto di vista il più possibile vicino a quello del personaggio che vorrei conoscere e raccontare. E dico personaggio proprio perché questo è quello che accade nel cinema di finzione – dice il regista Alberto Vendemmiati – “per il documentario invece ci vuole tempo, tanto tempo. E’ il suo fascino. E quando qualcuno non coinvolto in un racconto mi spiega qualcosa, non mi convince, soprattutto se quel qualcosa è una grande sofferenza”.

Questo film/documentario attiva un processo di identificazione; non tanto con il personaggio quanto con l’esigenza umana della persona di nutrire e costruire il libero arbitrio rispetto alla gestione della propria vita. La certezza che l’irreversibilità della vita passa attarverso la reversibilità delle scelte.

La persona De Leo N.
è un viaggio che parte dal biologico per arrivare ad un’etica certezza che la protagonista stessa (della propria vita e del film) sintetizza così:
sono una persona che è nata per essere se stessa. Dopo la prima partita ho rimischiato le carte per giocare la rivincita ed ho vinto.

Cercatelo e vedetelo.



Chi è il grande capo di Lars Von Trier?
gennaio 19, 2007, 4:37 pm
Filed under: cinema | Tag:

Ancora cinema! Ancora una volta un buon cinema. Dopo L’arte del Sogno capace di istillare molecole di alchimia nel modo di vedere il mondo, l’altra sera ho occupato una comoda poltroncina di moquette blu per vedere l’ultimo lavoro del regista danese, Il grande capo. Non mi imbarcherò in prolusioni da critica cinematografica. Alcuni non sopportano quelli come me che parlano del film subito dopo averlo visto ma io non posso farne a meno!

Faccio finta di essere nell’ingresso del cinema verso l’uscita, tra la biglietteria e il bancone del bar. Ebbene sì, ve lo posso proprio dire: il film mi è piaciuto moltissimo!
Tutti vi diranno che è un film sul potere e sulla sua messa in scena. Tutti vi parleranno dell’agilità con cui Lars Von Trier affronta un genere come la commedia senza mai risultare banale. E vi parleranno di Dogma ma anche della tecnica di ripresa utilizzata in questo film che affida ad un computer la scelta casuale delle inquadrature. Vi parleranno del giochino dei fotogrammi, sette in tutto e sparsi a casaccio all’interno della narrazione, fotogrammi che sembrano errori e che invece, scoperti e sommati assieme, raccontano qualcosa. Chi scopre cosa vincerà 4 mila euro.
Vi diranno della voce narrante, quella del regista, che sembra stia prendendo appunti ad alta voce mentre scrive la sceneggiatura del film. E con questo tono confidenziale sembra quasi ci faccia accomodare non di fronte, non più in basso come semplici fruitori ma accanto. Così ci fa credere. Ma.
Ma alla fine noi, come i protagonisti del film, non decidiamo nulla. Recitiamo anche noi una parte e il vero grande capo è proprio lui, il regista. Lars Von Trier.