24 fotogrammi in 4 parole


sono stupefatta
gennaio 25, 2008, 1:51 pm
Filed under: anima

Ho messo in moderazione tutti i commenti che mi sono arrivati per la chiusura del blog. Li ho moderati perchè volevo che rimanessero privati. Miei.
Tutti i messaggi che mi sono arrivati, e non immaginavo così tanti, mi hanno scaldato il cuore.
Commenti, email, sms in cui mi chiedevate perchè. E in cui mi sollecitate di continuare, di tornare a scrivere.

Lascio la porta socchiusa e non serrata col chiavistello. Socchiusa per far entrare sempre un po’ di luce e un po’ d’aria . E per poter tornare. Prima o poi.

Promesso.



Questo blog chiude
gennaio 21, 2008, 9:08 pm
Filed under: clochard

Le parole servono a fare letteratura e a costruire menzogne. Ma dietro ognuna di queste azioni si nasconde sempre un pezzo di verità. Ringrazio, uno ad uno tutti quelli che sono passati di qua, lasciando traccia visibile e invisibile, quelli che hanno ritenuto bello mettermi nel loro blogroll, quelli che mi hanno detto “ma allora sei tu 24fotogrammi”!Tutti, con tutto il cuore.



I titoli con dentro la pioggia
gennaio 12, 2008, 2:44 pm
Filed under: amore e dintorni, canzoni, libri

Ci sono 289 titoli di film che hanno la parola “rain” nel titolo. Di tutti, in assoluto, nomino film del giorno Prima della pioggia di Milcho Manchevski. Un film raro per bellezza, tecnica, contenuti, fotografia, intensità.

Innumerevoli, poi, i titoli delle canzoni che contengono la parola “rain”. Dalla fin troppo semplice Puprle Rain di Prince a November Rain dei Guns ‘n’ Roses, da Rain dei Beatles a Bob Dylan con A Hard Rain’s Gonna Fall. Ma nomino canzone del giorno Singing in the Rain cantata da Gene Kelly.

E se vi trovaste accanto ad una finestra a leggere La pioggia prima che cada, l’ultimo di Jonathan Coe (lo stesso del bellissimo “La casa del sonno”), avreste una giornata – quasi – sinestetica.

Dietro la pioggia si nasconde un mistero.
Chi lo indovinerà?
Fitta – oggi – mi ipnotizza, sospende i sopetti, ammutolisce i silenzi, si prende cura di me, separandomi. Mi uccide, per farmi rinascere.
La trasmigrazione della mia anima è in atto. Non so – tuttavia – quanto durerà.
Il tempo di un fortunale. E quello che rimarrà di me sarà solo una pozzanghera.
Quello che rimarrà di me sarà migliore di quel che sono adesso.



il mare d’inverno e i pensieri slegati
gennaio 5, 2008, 1:49 pm
Filed under: anima | Tag:

Sono tornata da poco nella città dove risiedo dopo aver passato giorni al sud come fossi in un guscio di noce, protetta semplicemente dalla presenza.
Giorni che mi sono sembrati lunghissimi, pieni di sguardi, di parole, di silenzi, di semplici gesti quotidiani.

Ho avuto tempo per pensare. Pensieri sparsi, slegati tra loro come una collana di perle che ha perso il proprio filo. Ed ogni pensiero rotondo, prezioso di per sè, ha vagato qua e là sul piano inclinato delle mie giornate.
E poi il mare d’inverno. Così spazioso e puro nella sua durezza, ogni volta lascia un segno nei ricordi che mi porto dietro, un sigillo di recproca appartenenza. Un marchio a fuoco – invisibile a tutti – inciso sotto l’ultimo strato di pelle.
Il mare col freddo. Senza quegli odiosi ombrelloni colorati. Solo il vento e il manto crespo dell’acqua.

Sono tornata a lavoro ed ho fatto fatica a rientrare nell’ordine di idee della puntuale, quotidiana, serrata corsa a dover sempre essere. L’essere è e non può non essere. Ma certe volte ho proprio voglia di non essere. Bene, inaugurerò un giorno al mese del non essere. Non dover dar conto a nessuno. Andare con il berretto di traverso, come disse qualcuno, o non proferir parola. Pensare tutto il giorno oppure – semplicemente – dormire.

Certe volte mi sento un giardiniere con la sola propensione alla potatura. Via, via! Sfrondare, tagliare, accorciare. Le inutilità. il superfluo. Il ramo pesante, la chioma impossibile.
Ci sono delle cose che – per fortuna – non dimentichiamo. Nella nostra stoltezza celere e insensibile, nei nostri percorsi fatti senza alcuna consapevolezza, ci sono delle cose che non dimentichiamo.
Ho ripreso la mia vita con i soliti buon propositi del lunedì, del primo dell’anno, dell’inizio di un libro, della benedizione di un computer nuovo: da oggi farò questo e farò quello. E poi scivolerà tutto sempre nell’abitudine.
Ma forse, ogni volta, un piccolo, minuscolo cambiamento c’è. Ed è invisibile agli occhi.
Ma l’essenziale è invisibile agli occhi.