24 fotogrammi in 4 parole


Firenze, non solo ‘400
novembre 22, 2008, 11:31 pm
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L’arte a Firenze da qualche tempo possiede un altro numero che non è il fatidico ‘400. E’ il 63 di Artsenal, un luogo ideale (nel senso che prima di essere un luogo è anche un’idea) di cui ho già parlato qui. Il centro polivalente Artsenal63 se ne sta accovacciato tra le vie del centro di Firenze proprio vicino all’Accademia di Belle Arti.

E’ una ex tipografia, con una superficie di quasi 400 mq. Ci sono laboratori a disposizione degli artisti che hanno bisogno di spazio per lavorare, spazi che si affittano e si condividono insieme ad una parte espositiva dove le artsenal organizzano mostre e percorsi espositivi di cui potrete trovare informazioni e programmi qui.



Una pittrice col nome etrusco
ottobre 8, 2008, 9:29 pm
Filed under: anima, segnali di fumo | Tag:

Tempo addietro, e per qualche anno, sono stata milanese. Tempi uggiosi e metropolitani di cui conservo ricordi meravigliosi e orribili, ma è stato proprio l’oscillazione tra gli eccessi che mi ha consentito di vivere in uno stato perenne di dubbio.
Quindi di movimento.
Quindi trasformazione.
Nello spazio che intercorre tra gli eccessi, in quel margine che esiste nella mente delle persone che non hanno mai una idea esatta di dove andare, un giorno ho conosciuto Velia: mi si è presentata davanti agli occhi, piombando dalle scale della metropolitana. Colorata e improvvisa.
La ritrovo oggi dopo tanti anni nei suoi stessi colori ad olio. Forte e materica come quel sorriso che non ho mai dimenticato e quel suo nome strano, etrusco.
Link: Velia Gelli
Set fotografico su Flickr: alcuni suoi quadri



A Firenze fanno spazio agli artisti. Viventi.
giugno 7, 2008, 4:27 pm
Filed under: città, segni urbani | Tag: , , ,

Firenze è una città d’arte anche per gli artisti contemporanei. E pace all’anima – suprema – di Leonardo, Giotto e Brunelleschi. In controtendenza rispetto all’idea di Firenze come luogo-museale in cui gli spazi “d’arte” sono solo luoghi per turisti affamati di cartolini e souvenirs, nasce Artsenal63 uno spazio esclusivamente dedicato alle esigenze degli artisti.

Artsenal63 nasce dall’idea di Clarice Plana, col patrocinio del Ministero del Lavoro, della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e col contributo dell’UE, ed è il primo spazio operativo per l’artista contemporaneo. Il progetto, assolutamente innovativo, è il primo a Firenze. Ha una metratura complessiva di circa 400 mq, caratteristica che lo rende idoneo per essere utilizzato come struttura modulare polivalente, adattabile alle necessità di lavoro di artisti professionisti, ma anche per chi fa arte per passione o svago.

Artsenal 63 offre un insieme di servizi all’artista, che potrà affittare uno spazio anche solo temporaneo, attrezzato per realizzare il proprio lavoro, indipendentemente dalla tecnica praticata, senza doversi sobbarcare oneri economici troppo alti. Anche le piccole compagnie teatrali o le piccole produzioni di arti visive, possono usufruire della struttura.

In attesa delle foto, vi segnalo il prossimo appuntamento che si tiene all’Artsenal63 il prossimo martedì:
(ore 21), performace live (MIXED MEDIA LIVE) di Selfish, video artista e visual designer. La sua presentazione è visibile sul sito http://www.a63.it



Sophie Calle come Pazienza e Cartesio
aprile 28, 2008, 10:50 pm
Filed under: amore e dintorni, anima, poesia, segnali di fumo | Tag: , ,

opera di sophie calle

Sophie Calle è una artista molto amata dal pubblico che segue l’arte contemporanea e in particolar modo quella cosiddetta neointimista.
La Calle è una che fa dell’osservazione della vita altrui, e della propria, un’opera d’arte.
Hanno scritto di lei:

    Le idee sono nell’aria, quindi sono di tutti. Ma l’unico tratto che distingue oggi l’arte dagli altri oggetti e pratiche della vita più o meno ordinaria è la firma, dalla cui “istituzione” dipende ogni ulteriore valorizzazione estetica. Catturare le idee e poi ridistribuirle come pezzo del proprio vissuto soggettivo: è il tratto costante e comune delle opere concettuali di Sophie Calle. Ossia fare del mondo, di ogni cosa del mondo, la propria autobiografia. In fondo è un’operazione squisitamente filosofica, non molto diversa, ad esempio, dal Discorso sul metodo di Cartesio. E’ anche l’essenza di ogni vocazione letteraria. Il voyeurismo concettuale e autobiografico di Sophie Calle – che tanti imitatori ha avuto in questi anni con la diffusione del genere “documentario” nelle arti visive e nel cinema – consiste nell’essere insieme autori e attori della propria opera.

Un giorno, mesi fa, una mia cara amica mi ha girato questo file dicendomi che prima o poi avrei saputo che farmene. Ed io l’ho fatto.
Mi ha ricordato Andrea Pazienza e non so ancora bene perchè.



la ricerca che crea l’inferenza
marzo 6, 2008, 6:10 pm
Filed under: motori di ricerca, storia dell'arte | Tag: ,

Giulia è dottore di ricerca in Storia dell‘arte comparata civiltà e cultura dei paesi mediterranei. Ha lavorato nel team di Cnosso, progetto di ricerca del MIUR per la elaborazione di un innovativo portale di ricerca e fruizione dei beni culturali. Appassionata fan di Santa Caterina di Alessandria, protettrice dei filosofi e sapienti, al momento collaboratrice della Laterza per la ristrutturazione dell’archivio delle immagini digitali.

Cosa vuol dire fare la storica dell’arte oggi?
Fino ad anni recenti – e per certi versi ancora oggi – la storia dell’arte si è preoccupata di ricondurre un’opera ad un nome, valutandone principalmente la qualità estetica. La sfida degli storici dell’arte è – ora – quella di valorizzare l’opera d’arte come testimonianza visiva, materiale e storica.

Che ruolo assume Internet in questa sfida?
Un ruolo fondamentale a seconda dell’approccio del fornitore di conoscenza: uno storico dell’arte può utilizzare la rete per condividere informazioni a carattere scientifico in modo tradizionale (database classici) e questo è fondamentale per ususfruire di mezzi che accelerano l’acquisizione di conoscenza e facilitano lo scambio tra gli studiosi. Oppure andare oltre grazie all’aiuto degli ingegneri della conoscenza …

L’ingegneria della conoscenza? E’ questo il “sogno” del progetto Cnosso?
In parte sì. Con un faticoso lavoro di gruppo siamo riusciti a costruire un modello di piattaforma funzionale alla fruizione personalizzata dei beni culturali, sia dal punto di vista del ricercatore sia dal punto di vista del turista e del learner. Naturalmente ci sono difficoltà di natura tecnica che non ci hanno agevolato ma il guanto di sfida è stato lanciato e secondo me tra una decina d’anni questa sarà realtà.

Cosa c’è di nuovo nel progetto Cnosso rispetto alle modalità di ricerca in rete?
Rispetto ai consueti sistemi di gestione della conoscenza (database, motori di ricerca) la novità sta nell’ontologia, ovvero nella struttura delle informazioni in classi (concetti relativi ad un mondo, un dominio, un argomento) e proprietà (cioè le relazioni tra le classi). E’ un modello formale di rappresentazione della realtà che gioca sulle potenzialità dell’inferenza ovvero della capacità del sistema di ragionare e inferire conoscenza.

Per esempio?
Se tu stai cercando le “icone pugliesi con soggetto iconografico madonna Odegitria” (classica chiave di ricerca di noi comuni mortali!), google, per esempio, ti restituisce i testi o gli ipertesti in cui sono presenti solo le singole parole. Il motore di ricerca inferenziale, invece, con opportune regole che gli sono state date in partenza, restituisce l’informazione richiesta sulla base di un ragionamento (inferenza). Ti spiego meglio: se Anna e Francesca sono sorelle, e Francesca è sposata con Mario nel momento in cui tu chiedi “chi è il cognato di Anna?” il sistema ti risponderà Mario perchè l’ontologia, in informatica, è un sistema logico di relazioni tra concetti.

Prima di questo, di cosa ti sei occupata nel tuo lavoro di ricerca durante il dottorato all’Università di Bari?
Della ricostruzione attraverso gli affreschi di Santa Maria del Casale (Brindisi) di una parte ancora poco conosciuta della storia medievale pugliese e i suoi rapporti con il regno di Napoli e la Grecia latina nel ‘300. Sembra noioso e invece nella fase più statica della ricerca, la svolta è avvenuta quando ho individuato lo stemma di Caterina di Valois-Courtenay imperatrice titolare di Costantinopoli. Così mi sono impelagata nella ricerca del significato politico di questo “titolo” e del ruolo che questa nobildonna ha giocato alla corte napoletana del ‘300. Risultato? Un scenario da soap-opera, un affascinante viaggio negli intrighi di corte talmente intricato da far impallidire qualsiasi sceneggiatore di fiction

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Lo stupore e il partecipare
maggio 9, 2007, 8:35 pm
Filed under: anima, città, poesia, Wislawa Szymborska | Tag: ,

szymbroska_02La poesia non vuole comunicare. Non parla a me, a te. Non insegna. Non ipotizza nè dimostra.
La poesia è stupore del mondo. Non in senso filosofico, intenso come distacco dal mondo per poterlo osservare con occhi nuovi. Al contrario, la poesia è lo stupore che sta dentro le cose e le intensifica.
Quando la lingua si ambienta perfettamente al mondo di tutti i giorni e lo scopre ogni volta.
Quando il ritmo, il tono, le strofe diventano un fenomeno di sorprendente vicinanza a ciò che siamo e non sappiamo dire.
Quando, per attitudine socratica, la poesia abbassa i toni, partendo da un non so e da un perchè.
Quando cose nuove vengono scoperte dentro cose note.
Quando la poesia ci spinge a tenere una tecnica di mobilità mentale attraverso giochi logici, narrativi e ironici allora v’è stupore e partecipazione.
Allora è Wisława Szymborska.

Oggi, presente alla Normale di Pisa e introdotta da una notevole lectio di Alfonso Berardinelli, la ottantaquatrenne poetessa polacca ha incantato una sala gremita con la sua flebile voce e lo sguardo vispo e tagliente.

La Szymborska, hanno detto, è tra le poetesse più citate dai blogger. Io credo che il motivo sia legato, ancora una volta, allo stupore e alla partecipazione di cui i blogger sono insieme instancabili fruitori e attivi protagonisti.

Qui le foto dell’incontro con la poetessa a Pisa.



La cipolla
febbraio 24, 2007, 3:47 pm
Filed under: anima, cibo, poesia | Tag: ,

Trascrivo qui una poesia di Wislawa Szymborska, una delle più note poetesse contemporanee viventi. La cipolla è uno dei termini che usiamo spesso come metafora immaginifica. Ma avreste mai pensato di leggere una poesia così bella?

onion

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.

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