24 fotogrammi in 4 parole


La cipolla
febbraio 24, 2007, 3:47 pm
Filed under: anima, cibo, poesia | Tag: ,

Trascrivo qui una poesia di Wislawa Szymborska, una delle più note poetesse contemporanee viventi. La cipolla è uno dei termini che usiamo spesso come metafora immaginifica. Ma avreste mai pensato di leggere una poesia così bella?

onion

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.


Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sè si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.


13 commenti so far
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Ti ringrazio per la visita…

Delicata poesia..

Un bacio immenso

Commento di Stella

lunga vita a wilsawa

Commento di andrea

Bellissima :)

Grazie per questa scoperta, la metterò a frutto a breve :)

Commento di mucio

Mucio: Mettere a frutto una cipolla? :o??
Andrea: lunga vita, seee! ha quasi 84 anni. Ma l’immortalità se la è di certo guadagnata con i suoi versi, tanti e meravigliosi. Foscolo docet.
Stella: grazie anche a te.

Commento di 24frames

Grande ortaggio (soprattutto soffritto, anche se preferisco leggermente l’aglio) e grandissima poesia.

Commento di ABS

avevo già letto altrove questa splendida poesia, l’avevo già commentata. Ricordo che scrivevo:

(Io quando fa freddo mi vesto a cipolla ovvero strato su strato)

e ho letto di recente un libro in cui ho sottolineato un passo che questa poesia mi rinnova nella memoria:

“Perchè le viscere ci appaiono tanto macabre? Perchè vedendo l’interno d’un essere umano dobbiamo coprirci gli occhi inorriditi? Perchè la vista del sangue scuote tanto gli uomini? Perchè le viscere d’un uomo sono brutte? Non sono fatte forse della stessa materia di cui è fatta la tanto ammirata e tanto splendente pelle dei giovani? (…) Parte interna e parte esterna: e se si guardassero gli uomini come si riguardano, per esempio, le rose, senza interno nè esterno? Perchè dovrebbe sembrare inumano? Se gli uomini riuscissero a muovere l’interno dell’anima e del corpo, lievemente, come la rosa muove i petali e rovesciandola riuscissero ad esporla alla luce del sole e alla brezza di maggio…”

Yukio Mishima – Il padiglione d’oro

e, poi, c’è quella cosa che hai scritto là in alto, a lato, che sottoscrivo: *Nel secondo cassetto del comodino ho lasciato un diario, chiuso sotto chiave. Quello è mio. Tutto il resto è lettura condivisa*.
un inchino

Commento di emi

un altro assaggio di profonda adultità, forse. :-*

Commento di manu

Tra due settimane, è solo una piccola coincidenza che da senso ad un viaggio :)

Commento di mucio

Emi: ti ringrazio molto per il tuo commento che è davvero un piccolo contributo. Quello sul corpo, sulla perfezione, sulla percezione di quello che è bello oppure no è un discorso declinabile in mille modi. Comprerò il testo da cui citi il passo e chissà che non vengano fuori altre riflessioni. Grazie anche per l’inchino. Faccio un salto da te…
Manu: :-)
Mucio: aspetterò impaziente.

Commento di 24frames

La poesia è fantastica veramente…a presto, ciao
Max

Commento di Max

in realtà Il padiglione d’oro mi ha creato non pochi problemi di lettura. Io di Mishima avevo puntato un libro, ‘Musica’ – tra l’altro io sono follemente attratta dal Giappone, dalla sua letteratura, cultura. Ho amato tantissimo i romanzi di Murakami – ma poi tra una cosa e l’altra l’ho sempre lasciato sullo scaffale di ogni libreria. Il padiglione d’oro me lo ha regalato il mio ragazzo che in una di quelle coincidenze che non sono coincidenze voleva regalarmi Musica, ma, poi, visto il contenuto delicatissimo di quel romanzo non si è sentito la persona più indicata per regalarmelo. Così ho conosciuto questo autore attraverso questo libro in cui il protagonista è un personaggio negativo, un personaggio d’ombre, di male, un personaggio in cui non sono riuscita ad identificarmi – anche se questo cercare l’identificazione non sempre è il modo giusto di leggere, ci vorrebbe anche un sano distacco, ma non riesco a correggere il mio desiderio di coinvolgimento. La mancata identificazione, il sentirmi distaccata, a volte, anche la fatica a calarmi nell’ottica hanno reso la mia lettura lenta, faticante, cercavo a tutti i costi una chiave interpretativa. Ho comunque colto la bellezza smisurata di alcuni passi, soprattutto quello che ti ho riportato – che mi fa dire “questo libro meritava di essere letto” e la durezza, la vivida forza di alcune immagini, di alcune situazioni, in cui il male si manifesta, come può esserlo quel piede che seguendo all’inizio solo un ordine dà calci nel ventre liscio e tenero di una donna e, poi, da questo affondare del tacco, prova invece piacere, un piacere tale che porta all’assassinio di una vita non ancora nata. Sul retro di copertina si legge che Mishima con questo romanzo si è guadagnato l’appellativo di Dostoevskji nipponico o che comunque spesso è stato paragonato al grande autore russo…
Non so, se ho acceso la tua curiosità, buona lettura. In fondo fatico a dare consigli di lettura…Sia inteso, mi piace regalare libri, ma consapevole dei rischi. Ho ricevuto anche parecchi libri in regalo, e, la maggior parte, non li ho mai letti subito, ho una strana filosofia riguardo i libri: penso che ci sia un tempo per ogni libro e che per ognuno è diverso. Io posso aver letto Il giovane Holden a vent’anni mentre i più lo hanno letto a 15-17, non m’importa, quello era il *mio* momento.
Io aspetto sempre arrivi il giorno in cui sento il bisogno, la curiosità, l’istinto di leggere *quel* libro. e,sai, sarà strano, ma seguendo queste sensazioni mi ritrovo a leggere il libro ‘giusto’ al momento ‘giusto.
ma quante sono ‘le coincidenze che non sono coincidenze’?

Commento di emi

Cara Emi, hai accresciuto la mia curiosità a riguardo e ti dirò: rispetto alla tua filosofia sui libri e il tempo per leggerli io faccio ancora peggio. Mi capita a volte di lasciarli a metà. Poi, dopo tempo, li riprendo e finisco di leggerli, in linea con quello che dici tu, che c’è un tempo per tutto.
C’è il tempo di lasciare le cose sopsese, di continuare, di finire. Anche per i libri è così.
Le coincidenze esistono, sono talmente tante che non riusciamo a distinguerle.
Se fossimo più consapevoli capiremmo il senso delle cose. Ma poichè siamo tutti addormentati, ogni tanto una coincidenza eclatante ci dà uno scossone e ci diciamo toh guarda che coincidenza!
E invece tutto è legato insieme da segmenti invisibili che coincidono.

Commento di 24frames

Eccezionale…

Commento di kindlerya




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