24 fotogrammi in 4 parole


pensieri segnati sulla moleskine
marzo 25, 2008, 2:55 pm
Filed under: anima, puglia, segnali di fumo

Ho pensato alla relatività quando 3 giorni fa nel treno che mi portava a Fiumicino ho visto un ragazzone, stile giocatore di rugby, raggiungere il proprio terminal di riferimento vestito solo di una camicia a maniche corte e i jeans. Io lo guardavo e sentivo, distintamente, la grammattura di tutti gli indumenti che indossavo. Dall’esterno verso l’interno: cappello, sciarpa, guanti, cappottino. Maglione a collo alto, pantaloni, stivali. Io l’ho guardato e lui pure. Chissà cosa avrà pensato di me.

La mia condizione di donna non è certo quella che ci restituisce la lente di ingrandimento dei femminili. Quelli in cui ogni storia, raccontata e montata ad arte come fosse un film, trasforma una persona in un personaggio. Una vita in una storia, appunto.
Nelle attese di coincidenze aeree ferroviare mi sono chiesta: come sarebbe la mia vita raccontata in modalità bidimensionale, testi e foto, su una di queste riviste?

Dal finestrino postazione 05 F ho visto l’ombra delle nuvole lambire la terra. La mia. Allontanandosi dall’oggetto ci si imbatte nelle zone d’ombra. E spesso sono solo nuvole passeggere.

nell’ipod: Paolo Benvegnù (il precedente) e Radiohead (l’ultimo).
nella borsa: Mal di Pietre, di Milena Agus. cominciato e finito.
in tasca: scontrini portafortuna!



il coro delle lamentele a Firenze
marzo 11, 2008, 9:37 pm
Filed under: canzoni, città, Firenze | Tag: ,

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Firenze è la prima città italiana ad aderire al coro delle lamentele, una inziativa tanto stravagante quanto interessante.

L’iniziativa – leggo qui sul sito e riporto interamente – si inserisce in un progetto internazionale, ideato a Birmingham dagli artisti Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen.

    Partendo dalla considerazione che gli abitanti di tutte le città del mondo amano lamentarsi sulla propria città e sulla vita in generale, gli artisti hanno tradotto questo fenomeno universale in un’iniziativa ironica, divertente e coinvolgente: nel 2005 hanno organizzato a Birmingham il primo Coro delle Lamentele composto da cittadini volonterosi di creare, con l’aiuto di un compositore, una canzone delle loro lamentele esibendosi come Coro nelle piazze e in altri luoghi pubblici della città.

Vi consiglio di dare un’occhiata al sito e all’inziativa. Sto pensando seriamente di inviare la mia lamentela ed entrare a far parte del Coro di Firenze! Quando l’ho segnalata ad una mia amica di Bari dicendole che l’hanno fatto pure ad Helsinki lei – forte dall’alto della sua beresità – ha chiosato con un “seeee, e di che si lamentano ad Helsinki??”.



la ricerca che crea l’inferenza
marzo 6, 2008, 6:10 pm
Filed under: motori di ricerca, storia dell'arte | Tag: ,

Giulia è dottore di ricerca in Storia dell‘arte comparata civiltà e cultura dei paesi mediterranei. Ha lavorato nel team di Cnosso, progetto di ricerca del MIUR per la elaborazione di un innovativo portale di ricerca e fruizione dei beni culturali. Appassionata fan di Santa Caterina di Alessandria, protettrice dei filosofi e sapienti, al momento collaboratrice della Laterza per la ristrutturazione dell’archivio delle immagini digitali.

Cosa vuol dire fare la storica dell’arte oggi?
Fino ad anni recenti – e per certi versi ancora oggi – la storia dell’arte si è preoccupata di ricondurre un’opera ad un nome, valutandone principalmente la qualità estetica. La sfida degli storici dell’arte è – ora – quella di valorizzare l’opera d’arte come testimonianza visiva, materiale e storica.

Che ruolo assume Internet in questa sfida?
Un ruolo fondamentale a seconda dell’approccio del fornitore di conoscenza: uno storico dell’arte può utilizzare la rete per condividere informazioni a carattere scientifico in modo tradizionale (database classici) e questo è fondamentale per ususfruire di mezzi che accelerano l’acquisizione di conoscenza e facilitano lo scambio tra gli studiosi. Oppure andare oltre grazie all’aiuto degli ingegneri della conoscenza …

L’ingegneria della conoscenza? E’ questo il “sogno” del progetto Cnosso?
In parte sì. Con un faticoso lavoro di gruppo siamo riusciti a costruire un modello di piattaforma funzionale alla fruizione personalizzata dei beni culturali, sia dal punto di vista del ricercatore sia dal punto di vista del turista e del learner. Naturalmente ci sono difficoltà di natura tecnica che non ci hanno agevolato ma il guanto di sfida è stato lanciato e secondo me tra una decina d’anni questa sarà realtà.

Cosa c’è di nuovo nel progetto Cnosso rispetto alle modalità di ricerca in rete?
Rispetto ai consueti sistemi di gestione della conoscenza (database, motori di ricerca) la novità sta nell’ontologia, ovvero nella struttura delle informazioni in classi (concetti relativi ad un mondo, un dominio, un argomento) e proprietà (cioè le relazioni tra le classi). E’ un modello formale di rappresentazione della realtà che gioca sulle potenzialità dell’inferenza ovvero della capacità del sistema di ragionare e inferire conoscenza.

Per esempio?
Se tu stai cercando le “icone pugliesi con soggetto iconografico madonna Odegitria” (classica chiave di ricerca di noi comuni mortali!), google, per esempio, ti restituisce i testi o gli ipertesti in cui sono presenti solo le singole parole. Il motore di ricerca inferenziale, invece, con opportune regole che gli sono state date in partenza, restituisce l’informazione richiesta sulla base di un ragionamento (inferenza). Ti spiego meglio: se Anna e Francesca sono sorelle, e Francesca è sposata con Mario nel momento in cui tu chiedi “chi è il cognato di Anna?” il sistema ti risponderà Mario perchè l’ontologia, in informatica, è un sistema logico di relazioni tra concetti.

Prima di questo, di cosa ti sei occupata nel tuo lavoro di ricerca durante il dottorato all’Università di Bari?
Della ricostruzione attraverso gli affreschi di Santa Maria del Casale (Brindisi) di una parte ancora poco conosciuta della storia medievale pugliese e i suoi rapporti con il regno di Napoli e la Grecia latina nel ‘300. Sembra noioso e invece nella fase più statica della ricerca, la svolta è avvenuta quando ho individuato lo stemma di Caterina di Valois-Courtenay imperatrice titolare di Costantinopoli. Così mi sono impelagata nella ricerca del significato politico di questo “titolo” e del ruolo che questa nobildonna ha giocato alla corte napoletana del ‘300. Risultato? Un scenario da soap-opera, un affascinante viaggio negli intrighi di corte talmente intricato da far impallidire qualsiasi sceneggiatore di fiction

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dove trovare il film “la persona De Leo N.”
marzo 1, 2008, 5:24 pm
Filed under: segnali di fumo, transessuali | Tag:

E poi dite che sono pigra e non faccio mai nulla per gli altri!
Direttamente dalla voce del padrone, sono riuscita a capire come mai il film di cui stiamo parlando è distribuito male e non si trova facilmente nemmeno sulle groppe dei muli.
Ma di questo ne parleremo. Veniamo alla soluzione del problema.

    Premesso che:

– vi troverte di fronte ad una copertina che il regista non ha mai scelto e che non parla nè del film nè della protagonista
– vi troverete di fronte ad un vietato ai minori di 18 anni assolutamente inconcepibile (secondo me i censori non hanno letto nemmeno la sinossi)
– ma soprattutto, vi troverete di fronte ad un sito di una casa di distribuzione che, tra le altre cose, distribuisce anche film trash e soft core

    insomma premesso tutto questo, non scoraggiatevi, andate a avanti e seguite il tragitto che vi indicherò (manco fossi la stella cometa di Betlemme).

Non potendovi linkare direttamente la pagina del sito in cui vi elenca i punti vendita, dovreste andare su www.millenniumstorm.it , cercare nel catalogo il titolo del film La persona De Leo N.. Dopo ciò avrete di fronte la pagina in cui potete cercare i punti di rivendita o noleggio del film. Vi è anche la possibilità di download in formato divx da un link sempre indicato nella pagina.

Come tutte le cose belle, sono difficili da trovare. Ma poi, credetemi, ne vale sempre la pena.