24 fotogrammi in 4 parole


La musica, lo zen e il sovrappensiero
settembre 13, 2009, 8:42 pm
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Una volta un mio carissimo amico mi spiegava che i pensieri – e con essi la mente, ci distraggono dal presente e dalla realtà e prolungano il nostro stato cronico di sonno.

Il sonno della consapevolezza.

Spesso gli incidenti ci accadono in questo stato perché siamo completamente rapiti da una dimensione che non coincide con lo spazio-tempo in cui deambuliamo. Siamo distratti e spesso incastrati nei nostri dolorosi pensieri. Provate a fare un esercizio: quando vi accorgete di essere sovrappensiero, soprattutto quando i pensieri sono dolorosi o negativi, contate qualcosa di reale che vi circonda: le macchine, le mattonelle, le matite nel porta penne. Quel pensiero, per qualche attimo, non esisterà più perché il presente e la realtà lo avranno – anche solo per un momento – cancellato.

Nel testo di Lode all’inviolato Battiato dice: beata la vita di colui che è sveglio. Parla proprio della beatitudine che deriva dall’emancipazione dai pensieri e dalla mente.

Anche i Bluevertigo hanno scritto sul sovrappensiero:

c’è almeno una strada che si fa sovrappensiero
alla processioni si va sovrappensiero
tutte le ossessioni sono un sovrappensiero
quello che non faccio è sovrappensiero
ai funerali si va sovrappensiero
una canzone serve al sovrappensiero
la visione è un sovrappensiero,
le azioni non la rappresentano
e finché sarò in vita, la mia morte sarà
un sovrappensiero.

Credits: Absent-minded club.

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L’Orchestra di YouTube
dicembre 22, 2008, 2:56 pm
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E’ la prima orchestra virtuale del mondo. Meglio: è la prima orchestra reale a cui si accede attraverso selezioni virtuali. Musicisti professionisti e dilettanti di qualsiasi età, provenienza e strumento sono invitati a sostenere l’audizione per l’Orchestra Sinfonica di YouTube inviando un video in cui eseguono una nuova composizione appositamente scritta dal noto compositore cinese Tan Dun (La tigre e il dragone).

Inviando la propria esibizione video con una delle composizioni incluse nell’elenco si partecipa alla selezione. I finalisti, scelti da una giuria e dagli utenti di YouTube, potranno esibirsi con l’Orchestra Sinfonica di YouTube che debutterà alla Carnegie Hall di New York, il 25 aprile 2009.
C’è tempo fino al 28 gennaio 2009 per inviare i video.
Approfitto per fare gli auguri di buone feste a tutti. Soprattutto, a questo punto, ai suonatori.



Ancora Sollima
agosto 28, 2008, 1:16 pm
Filed under: musica | Tag: ,

Quando l’arte e il sapiente uso della tecnologia si incontrano e si innamorano nasce lo stra-ordinario.
La tecnologia è un violoncello, uno strumento a corde e legno che Sollima esplora ed utilizza nella sua massima potenza espressiva e “tecnologica” appunto. Come con il maiale, Sollima, non lascia via nulla: suona il manico, le corde, la pancia e persino il punteruolo su cui quel sinuoso corpo ligneo (di circa 300 anni) poggia il suo peso. Sollima non relega il violoncello alla musica da camera o da orchestra, non lo limita a tappeti musicali, non lascia che esso sia soltanto uno strumento a corde ma un vero e proprio produttore di “particelle elementari” di bellezza.
Da Jimi Hendrix a Marin Marais, legati, incastrati insieme in un pensiero fluido e coerente, Sollima condivide ebrezza, saggezza e bellezza.

Agosto – Alberobello, Trullo Sovrano. Valle d’Itria.



Memento Radiohead
agosto 27, 2008, 12:01 pm
Filed under: segnali di fumo | Tag: ,

Dopo una estate dolce come un fico e fresca come un’anguria, ricomincio con questo video.

Grazie Mat.



Habemus Caparezza
luglio 30, 2008, 2:24 pm
Filed under: musica | Tag: , ,

L’altra sera ho assistito al mio primo concerto di Caparezza e mi è piaciuto molto.
Lascio spazio alla recensione uscita oggi su Corriere Fiorentino (il dorso locale del Corriere della Sera) a firma di Antonio Montanaro che è riuscito a sintetizzare in poche battute uno spettacolo denso di quasi due ore.
E, scusate, ma lo devo proprio dire: come faremmo senza musica?

Buona lettura:

    Il caos di Caparezza è tutt’altro che calmo. La voce (e i riccioli) del cantautore di Molfetta tagliano l’afa della Fortezza da Basso come proiettili di un Ak-47. Mitragliate di parole — accompagnate da pura energia musicale — che entrano nella mente e fanno muovere gambe, mani, teste. «Io faccio politica pure quando respiro/ mica scrivo musica giocando a Guitar Hero», canta in «Abiura di me». Quello di Caparezza non è solo un concerto. È anche uno spettacolo teatrale, nel quale mette in scena, con sapiente ironia, i tic di un’Italia sgangherata e malata di corruzione. Così, sul palco, Capa si trasforma in Luigi Delle Bicocche, operaio cassaintegrato, che vive da «eroe» perché «combatte per la pensione», o nel chitarrista in camicia a fiori, che, direttamente da Woodstock, rimane basito davanti alla «rivoluzione del sessintutto» delle nuove generazioni. Parole taglienti, dunque. Ma non solo. Perché anche le vecchie canzoni — da «Fuori dal tunnel» a «Torna Catalessi» — sembrano vivere nuova vita grazie all’onda rock del nuovo cd. Habemus Caparezza. Ed è una fortuna di questi tempi.