24 fotogrammi in 4 parole


La musica, lo zen e il sovrappensiero
settembre 13, 2009, 8:42 pm
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Una volta un mio carissimo amico mi spiegava che i pensieri – e con essi la mente, ci distraggono dal presente e dalla realtà e prolungano il nostro stato cronico di sonno.

Il sonno della consapevolezza.

Spesso gli incidenti ci accadono in questo stato perché siamo completamente rapiti da una dimensione che non coincide con lo spazio-tempo in cui deambuliamo. Siamo distratti e spesso incastrati nei nostri dolorosi pensieri. Provate a fare un esercizio: quando vi accorgete di essere sovrappensiero, soprattutto quando i pensieri sono dolorosi o negativi, contate qualcosa di reale che vi circonda: le macchine, le mattonelle, le matite nel porta penne. Quel pensiero, per qualche attimo, non esisterà più perché il presente e la realtà lo avranno – anche solo per un momento – cancellato.

Nel testo di Lode all’inviolato Battiato dice: beata la vita di colui che è sveglio. Parla proprio della beatitudine che deriva dall’emancipazione dai pensieri e dalla mente.

Anche i Bluevertigo hanno scritto sul sovrappensiero:

c’è almeno una strada che si fa sovrappensiero
alla processioni si va sovrappensiero
tutte le ossessioni sono un sovrappensiero
quello che non faccio è sovrappensiero
ai funerali si va sovrappensiero
una canzone serve al sovrappensiero
la visione è un sovrappensiero,
le azioni non la rappresentano
e finché sarò in vita, la mia morte sarà
un sovrappensiero.

Credits: Absent-minded club.