24 fotogrammi in 4 parole


la persona de leo n.
febbraio 28, 2008, 12:29 am
Filed under: amore e dintorni, anima, cinema, transessuali | Tag:

Mi imbatto in un film in dvd dal titolo non eccessivamente accattivante ma che acquista il proprio significato già dopo le prime scene. Un film/documentario sulla storia di una persona e della sua transizione. La persona De Leo N.
Un film molto bello, una storia che ha scavato nelle mie viscere e scosso tutti i pensieri ancora in fila su altri fronti.

Oggi si parla di transessuali, di uome e donni (leggevo a tal proposito qualcosa su un D la repubblica delle donne qualche domenica fa). Si discute sulle questioni di genere. Questioni di identità. Ma a che serve discuterne senza avere un punto di vista intimo, direi quasi anatomico e propriocettivo? Questo è ciò che quest’opera riesce ad avere. E a dare: uno sguardo intimo sulla transizione di genere.
“Il mio sforzo è sempre quello di adottare un punto di vista il più possibile vicino a quello del personaggio che vorrei conoscere e raccontare. E dico personaggio proprio perché questo è quello che accade nel cinema di finzione – dice il regista Alberto Vendemmiati – “per il documentario invece ci vuole tempo, tanto tempo. E’ il suo fascino. E quando qualcuno non coinvolto in un racconto mi spiega qualcosa, non mi convince, soprattutto se quel qualcosa è una grande sofferenza”.

Questo film/documentario attiva un processo di identificazione; non tanto con il personaggio quanto con l’esigenza umana della persona di nutrire e costruire il libero arbitrio rispetto alla gestione della propria vita. La certezza che l’irreversibilità della vita passa attarverso la reversibilità delle scelte.

La persona De Leo N.
è un viaggio che parte dal biologico per arrivare ad un’etica certezza che la protagonista stessa (della propria vita e del film) sintetizza così:
sono una persona che è nata per essere se stessa. Dopo la prima partita ho rimischiato le carte per giocare la rivincita ed ho vinto.

Cercatelo e vedetelo.


13 commenti so far
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Vabbuò e non me lo puoi prestare?

Commento di mappamondoblog

e vabbeeeèèè, te lo presto. Anche se, secondo me, domani non ti ricorderai nemmeno d’avermelo chiesto sto film… Mi presenterò con il dvd in mano e tu mi dirai: e mò ch’bbuòòò?? (devo tradurre??):)

Commento di 24frames

me lo cerco sul mulo ;-)

Commento di Antonio Vergara

cazzo se questo è un viaggio

Commento di p.s.v.

Varg: fammi sapere poi se riesci a trovarlo e cosa ne pensi se riesci – poi – a vederlo!

p.s.v.: Itaca, di Kavafis, non è una poesia scritta a caso. Parla della vita come viaggio, so che lo sai. Quindi è un viaggio, sì. E’ tutto un viaggio. ;-)

Commento di 24frames

ma dalla fotina che vedo…Ehi, Frames, l’ultima volta che ho visto una tua foto avevi barba e baffi…(ma le sopracciglia erano comunque ad ala di gabbiano! ;-))

Torno seria: “Questioni di identità. Ma a che serve discuterne senza avere un punto di vista intimo, direi quasi anatomico e propriocettivo?” Attenzione, cara amica mia. delle questioni di identità molti ne han parlato ma in modo assolutamente strumentale. Cio’ che e’ importante e’ parlarne con la convinzione reale che l’eterosessualita e l’omosessualità e la transessualita’ (ancora piu’ sconvolgente quest’ultima delle prime due perche’ necessita di quel “biologico” che richiede coraggio, supporto emotivo e psichico, oltre che una grandissima solidarietà) sono le condizioni UMANE e NORMALI dell’essere umano.
Ma diventa un discorso lunghissimo. Lo riprenderemo. Mi fara’ piacere.
Un bacio.

Commento di Loredana

lori: non commento sulle mie sopracciglia, note per essere perfette! tiè
Sull’argomento, invece, ti invito a cercare il film e vederlo. L’unico strumento che ho visto è stato quello dell’uso di una realtà ragionata. mi piacerebbe che si aprisse un dibattito sull’argomento NORMALE/NATURALE. Spinoso, lo so…

Commento di 24frames

..niente di strano se si pensa che il corpo è solo un guscio e non è detto che ci “rappresenti”.
;)

Commento di sav

sav: e se invece il corpo fosse, come disse già qualcuno, un tempio e vuoi che sia la dimora più degna della tua anima? Se non ti assomiglia e non ti rappresenta è giusto che vi siano delle così grosse difficoltà sociali per affrontare la trasformazione?

Commento di 24frames

Conosco poche persone che hanno una bella consapevolezza del proprio “guscio” come te.E come ben sai, io stessa con capelli biondi o chhi verdi e bla bla bla non riesco quasi mai ad essere sicura di me, del mio modo di apparire.Ma se uno ha il cervello incatenato in ben altri gusci e’ davvero peggio….Ci si incatena a dinamiche terribili,giri della morte, seghe mentali e blocchi emotivi.Non sto affatto sminuendo un tema cosi complesso come questo della trasnsessualita’ che meriterebbe molto spazio.
Cmq il film lo cerchero’ sul mulo anch’io.Poi ti diro’…

Commento di maryjo

Uhm, sono sinceramente stupito. Come hai fatto a prevedere il mio commento? L’argomento transessuali mi interessa molto, conosco personalmente due persone che hanno fatto questa scelta, ma essendo i nostri rapporti di tipo lavorativo, non ho la confidenza necessaria per approfondire. Per questo il film mi interessa e lo cercherò.

Commento di Varg

Ciao e buon marzo a te e al tuo “appartamento”. Rileggendo quanto scritto temo di non essere stata chiara: il mio “fare attenzione” era rivolto non al film, che non ho visto (ma ho letto sul sito dedicato e che NON TROVO sul mulo…:-((), ma sul fatto che specie negli ultimi tempi, e specie in fase di elezioni, tutti si preoccupavano del parere dello status della vita del GLBT, dell’identita’ di genere, delle scelte oggettuali, della legittimita’ ecc…ecc…Allora, nel tuo “e’ inutile parlarne se…” ho intravisto il possibile pericolo dell’omerta’ (non la tua, evidentemente) ma quella di chi tralascia la discussione perche’ in fondo non sa che dire…Meglio parlare “farsi l’idea” insomma che nella vita non e’ Albero solo il Pino, ma c’e’ pure la Betulla, l’Acero, il Faggio, ecc…ecc…Cosi’ la forma e le esigenze delle persone sono Pino, Betulla, Acero, Faggio, ecc…ec.c..
Cio’ che ancora oggi mi sconvolge e’ il profondo disagio di chi, omosessuale, non concilia l’immagine di se’ con quella della percezione di se’ e mortifica quell’involucro al punto di volerlo radicalmente trasformare, per dare ad esso una somiglianza piu’ vicina alla percezione della propria essenza. Un po’ alla volta lo capiro’. Se gia’ poco poco m’insegna il fatto che, con qualche kg di troppo io non mi “percepisca” piu’ e non mi riconosca…D’altra parte sono fermamente convinta che una società che arrivi a considerare davvero l’omosessualità come normale ulteriore espressione dell’identità dell’individuo (e non relegarla a tollerante macchietta televisiva-quella maschile- o eccitante spettacolino ad uso e consumo del maschio-quella femminile -) aiuterebbe anche (almeno in certi casi) molti transessuali ad accettare la propria omosessualita e il proprio “involucro” con meno difficoltà e con piu’ amore fin dalla prima coscienza di se’, spesso coincidente con un’età dalle mille fragilita’. Una società che protegga. Una società più mamma che accudisca e non giudica, che ama le variabili umane proprio perche’ sono le uniche vere ricchezze che possiede…

Cara amica, buona giornata!

Commento di Loredana

Lori: l’argomento è spinoso, come dicevo prima. A parte la percezione sociale, credo ci sia anche una difficoltà “meccanica” a far coincidere essenza e guscio.

Cmq, sto lavorando per voi. Sto cercando un modo per affrontare l’argomento con strumenti idonei… e spero mi riesca. Anche per la reperibilità del dvd sto cercando di trovare le informazioni a riguardo.

Tra le righe: una società che aiuti a sviluppare il senso critico nelle persone che ne fanno parte è pura utopia (almeno finchè il potere è verticalizzato). Internet, però, è un luogo dove le dinamiche possono essere diverse anche dal punto di vista sociale (il potere è orizzontale, o almeno è anche orizzontale): abbiamo la possibilità di reperire informazioni – qui e altrove – e sviluppare il nostro senso critico. Ovvero, l’arte del dubbio.

Commento di 24frames




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