24 fotogrammi in 4 parole


Adamo, Eva e il serpente: la Genesi dell’advertising

Mi occupo di comunicazione, da sempre. Da quando in famiglia cercavo di esporre le mie intenzioni attraverso riunioni di famiglia che parevano delle vere e proprie conferenze stampa.
Alla comunicazione, quella analitica delle parole, si è aggiunto nel corso del tempo l’interesse (anche professionale) per quella sintetica delle immagini. Ed è stato proprio a fronte di una ricerca sull’advertising che ho scoperto qui una visione davvero particolare sul mestiere del comunicatore. Il pezzo, scritto da Fidelio Perchinelli Direttore Generale di Assocomunicazione, risale a qualche tempo fa ma vi assicuro che ha delle suggestioni molto interessanti:

    Il primo mestiere del mondo non è quello che credete.
    Il primo mestiere del mondo l’ha inventato Satana mascherato da serpente.
    La storia è nota, è raccontata nel primi capitoli del libro della Genesi.
    Pochi, però, hanno osservato che quell’evento non è solo l’inizio delle pene esistenziali dell’umanità. E’ anche l’inizio della pubblicità.

    Abbiamo un comunicatore: il diavolo.
    Il comunicatore ha un obiettivo: vendicarsi di Dio.
    Per raggiungere questo obiettivo ha ideato un piano strategico: convincere le creature a disobbedire al loro creatore.
    Il suo obiettivo di comunicazione è quello di persuadere la coppia umana ad assaggiare un frutto che Dio ha proibito di mangiare.

    Il comunicatore ha selezionato il suo target group, in questo caso una sola persona. La più suggestionabile, la più aperta al cambiamento: Eva.
    Ha elaborato una copy strategy in cui è delineata una promessa allettante: “Se mangerai il frutto dell’albero vietato, diventerai come Dio.”

    La promessa è tale che Eva percepisce il frutto sotto una nuova luce: ci sono tanti frutti da mangiare, ma questo è:
    – più bello da guardare
    – il più importante da possedere
    – il più buono da mangiare

    Satana ha costruito una nuova immagine per la mela.
    Eva persuasa, mangia e agisce poi da influenzatore nei confronti dello sprovveduto Adamo che mangia anche lui il pomo.

    Il seguito è noto, le due creature e tutta la loro stirpe vengono maledette e davanti ai rimproveri divini, Eva si comporta come qualsiasi consumatrice.
    Attribuisce la colpa della scelta errata non a se stessa, alla propria voglia di esplorazione, alla propria curiosità, alla propria libertà di decisione, ma alla subdola seduzione dell’astuto comunicatore: il serpente.

    In tutta questa storia chi si è dimostrato assai inesperto in materia di comunicazione è Dio, promulgando il divieto di mangiare quel frutto e formulando una promessa/minaccia troppo enorme per essere credibile ed efficacemente dissuasiva.
    Ha reso più attraente e desiderabile l’oggetto che voleva allontanare dalla concupiscenza umana, innescando un prevedibile fenomeno di controdipendenza.

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Tutta colpa di Walt Disney
giugno 25, 2007, 8:10 pm
Filed under: cibo, patè, pubblicità, segnali di fumo, televisione, tonno, walt disney

Da qualche giorno in tv va in onda la pubblicità di una nota marca di tonno in scatola dal claim opinabile. La voce fuori campo annuncia che quello che stiamo comprando è un tonno sano come un pesce.
E’ una battuta, vero?
tonno2.jpg

E poi dite che non avevo ragione a scorgere del cinismo gratuito nell’iconografia degli animali sulle scatolette del patè d’oca e del salmone. Tutti quei sorrisini tra le squame, quei moti di tenera inconsapevolezza sul becco.

Ecco perchè il salmone sorrideva giulivo sulla scatoletta. Perchè gli avevano detto che era sano come un pesce! Quello che non gli avevano detto è che lo sarebbe stato…per sempre.