24 fotogrammi in 4 parole


Scene da una bottiglia ambulante. (Amor omnia vincit)
luglio 15, 2008, 9:56 am
Filed under: città, segnali di fumo, segni urbani | Tag: ,

Il caldo soffocante di questi giorni era riuscito a rallentare i riflessi di tutti, anche dei bambini dell’autobus affollato su cui ero salita per tornare a casa.
C’era silenzio a dispetto del solito chiacchiericcio e voglia di trovarsi tutti, ognuno nelle proprie case, sotto la doccia o semplicemente davanti al frigorifero alla ricerca della bottiglia d’acqua più fresca. Anche il conducente non doveva desiderare molto altro di diverso. Chissà quando sarebbe finito il suo turno.

Eravamo imbottigliati nel traffico dell’ora di punta e avevamo appena caricato un altro gruppo di persone pronte a bruciare l’ossigeno rimanente nel veicolo. Le porte si chiudono e l’autobus riparte. In una manciata di secondi, non più di una decina, succede questo: il conducente riparte e vede un uomo con 3 rose in mano che dall’altra parte della strada gli fa una smorfia di disperazione per aver perso la corsa. L’uomo tenta un cenno, una richiesta d’aiuto. Il conducente prosegue per pochi metri ma poi si ferma. E Aspetta. Giusto il tempo che l’uomo con le rose possa attraversare e infilarsi nella porta posteriore prontamente riaperta.

Il conducente accaldato deve aver colto (o pensato) in quei pochi secondi che l’uomo stava andando ad un appuntamento d’amore ed ha contravvenuto alla regola che vieta di potersi fermare al di fuori delle fermate prestabilite pur di aiutare lo sconosciuto. L’uomo con le rose, nel frattempo, ha attraversato il corridoio affollato, facendosi strada con le sue scarne rose – una bianca, una gialla e una rosina – ed ha ringraziato con un secco ma intenso grazie. Dall’aspetto e dall’accento piuttosto slavo dell’uomo, il conducente doveva aver fatto un grande favore ad un albanese, forse un rumeno.

L’autobus ha ripreso la sua corsa ed io ho ripreso a guardare fuori dal finestrino mentre tutto accadeva lentamente per il caldo soffocante.

L’amore dissesta i ponti e – a volte – ferma gli autobus.


6 commenti so far
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Immagina se il tizio iniziava a venderle sull’autobus, le rose…

Comunque ha fatto un gesto bellissimo, non sai quanti ne ho visti correre dietro gli autobus quando andavo all’Univ (me compreso)

Commento di Baol

premiata.
;-)
Loredana

Commento di Loredana

Poteva regalarla una rosa, all’autista…
Ciao!
Loredana

Commento di Loredana

… secondo me essere morti e essere vivi non è proprio la stessa cosa! Pensa se l’autista fosse stato “morto” nei suoi pur leciti regolamenti, sarebbero appassite le rose e con esse la vitalità della Persona. un caro saluto

Commento di haart

Non si può avere un forte accento slavo ed essere albanese allo stesso tempo. E’ come se dicessi : – Aveva un forte accento latino…probabilmente era greco – Oppure – Era di colore… probabilmente tedesco! Capisci? Non ha senso. Comunque è bello sentire che l’uomo autista ha fatto un favore all’uomo con i fiori pur infrangendo le regole. Devo provare se funziona con il treno. Da domani sempre due rose con me alla stazione.

Commento di Ulkonja

ulkonja! hai ragione che erroraccio:)
grazie per la correzione. A questo punto non importa più cosa fosse, albanese, greco, bosniaco. La cosa importante è che quest’uomo sia andato all’appuntamento con le rose e non abbia fatto tardi.

ciao ulk:) scrivimi ogni tanto

Commento di 24frames




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