24 fotogrammi in 4 parole


ho lasciato la bici in un luogo comune

Ho passato il sabato pomeriggio a chiedere una mano per liberare la mia bicicletta da una catena inossidabile. Si era spezzata la chiave nella serratura e non c’è stato verso di scassinarla con ferretti, limette e persino con la mia preziosa pinzetta per sopracciglia (chi sa, taccia!). Ho chiesto una mano alla polizia, ai vigili, ai commercianti di pelletteria del centro perchè mi aiutassero con una tronchesi. Niente. Carrattrezzi euro 80 per l’intervento. Polizia, spallucce. Commercianti troppo indaffarati per darmi retta. Persino un elettrauto circondato da attrezzi di varia natura mi ha risposto, diffidente, che non sapeva assolutamente come aiutarmi. La prima persona a darmi una mano è stato un tunisino: con tutta la sua buona volontà però non è riuscito nemmeno a scalfire la lucentezza del metallo. Disperata, lunedì, entro in una ferramenta e spiego il problema al commesso che mi guarda fisso negli occhi e scuote la testa.
Alle mie spalle un signore, dall’aspetto sembrava un muratore con le mani segnate dalla calce, quella polvere che sembra ormai parte del colore della pelle. Indossava un maglioncino di quelli che si usavano negli anni ’80 a rombi e fiori geometrici di vari colori e uno sguardo fermo. Mi dice in un italiano comprensibile: ti aiuto io, non preoccupare.
Rimango in silenzio per qualche secondo, guardo il proprietario della ferramenta che è già indaffarato a servire il cliente successivo. Dove è bicicletta? mi chiede ancora. Gli indico la zona. Alle 7 stasera ci vediamo lì vengo con attrezzi. Ti aiuto io. Tentenno, mi assalgono dubbi, immagino stradine buie e oggetti di metallo minacciosi. Tento di arginare la sua disponibilità chiedendogli quanto mi verrà a costare questo intervento. Lui dice nulla. Ci vediamo dopo, mi dice, mentre va via dal negozio. I miei dubbi aumentano. Perchè tanta gentilezza?
E’ senza dubbio un albanese. Lo riconosco dall’accento e dall’aspetto: le persone come me che sono nate e cresciute nel pianerottolo di fronte all’Albania hanno una certa familiarità con quei tratti. Il mio pensiero torna alla bici. In fondo è parcheggiata in un posto all’aperto, certo la stradina è rientrata, un gomito del centro storico della città. Al massimo urlo.
Alle sette Giorgio, questo il suo nome, era già lì che mi aspettava con una tronchesi gigante. Lo conduco verso la bici, lui armeggia e si accorge presto che non sarebbe bastata quella specie di forbiciona spessa che pareva uscita dallo zaino di Polifemo. Mi dice che deve andare a prendere il flessibile e senza nemmeno aspettare che gli dicessi quanto mi dispiacesse dargli tutto questo fastidio lui era già sulla strada. Torna dopo poco con il flex e finalmente, dopo un numero infinito di scintille, la catena si spezza. Lui riprende tutti i suoi strumenti. Cerco di convincerlo a farsi offrire almeno un caffè. Niente. Avevo bisogno di una mano, lui poteva aiutarmi e lo ha fatto. Che altro volevo? L’albanese è scomparso nel gomito semibuio senza nemmeno che io sia riuscita a stringergli la mano. Prima di andar via mi ha detto che non solo non voleva essere pagato ma che lui non chiede soldi a quelli di Puglia.
Questa la mia piccola storia sugli “stranieri”. Oggi leggo un bel pezzo di Gustavo Zagrebelsky su Repubblica che non trovo on line. Lascio qui un passaggio: se i rapporti sociali fossero perfettamente equilibrati, la parola straniero con i suoi quasi sinonimi odierni (migrante, immigrato, extra-comunitario) e le loro declinazioni nazionali (magrebino, islamico, senegalese, rom, cinese, cingalese, eccetera)sarebbe oggi una parola neutrale priva di significato discriminatorio.


11 commenti so far
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Letto d’un fiato. Delicato, vero, sincero. Con tutti gli stereotipi che volente o nolente ti si mettono addosso, come se una persona da dietro ti appoggiasse uno scialle sulle spalle. Per fortuna qualcuno ci fa notare i nostri errori. Però un attimo… tu sei di “quelli di puglia” e io d’origine…ma seavesse sentito il mio accento, mi avrebbe aiutato? ;)
Grande giorgio.
Bel reacconto.

Commento di dile

Certo che t’avrebbe aiutata, con quel sorriso lì come vuoi che non ti s’aiuti?!?! albanesi, rumeni, senegalesi, cinesi, cingalesi, malesi, hinnuit… :-)

Commento di 24frames

Una manciata di giorni fa, parlando con una persona, esprimevo il mio fastidio ogni volta che mi trovo costretta ad usare la parola “extra-comunitario”, perché dovrebbe essere mera convenzione invece, come dice meglio di me Zagrebelsky, è stata caricata di un tale valore/potere discriminatorio che il solo pronunciarla diventa ideologico. Ed è insopportabile per chi, come me, fa continue incursioni nella storia della nostra terra. Per quanto ne sappiamo tu, io e Giorgio potremmo avere antenati comuni… E poi lo sai, il mondo che sogno è ibrido, mescolato, ricco della ricchezza che ciascuno porta in sé e condivide.

Commento di melanzina

se usato con sensatezza e limitato a cio’ che doveva esprimere “extracomunitario”, cosi’ come “sud” o “meridionale” avrebbe il senso giusto. Peccato che al significato si aggiungono significanti spesso dettati dall’emotivita’ che accresce il luogo comune. La tua esperienza e’ un’esperienza di gentilezza e generosita’, che non dovrebbe stupirci. Mi stupisce che purtroppo allo stupore del gesto ci sia quello dello “straniero che fa una cosa gentile” e che quello straniero dovrebbe invece essere un pericoloso delinquente, e czxz, invece s’e’ comportato come un angelo. Che buffa, eh, la vita? Pensa che fatica che fanno le anime buone a doversi districare da tutto un magma indifferenziato di pregiudizio.
Si fa prima a cedere e diventare fuorilegge, perche non sappiamo ricordare che se l’Italia e’ il Paese dell’arte e della Cultura lo deve ai milioni di immigrati di ogni nazionalita’ che qui si son fermati, mentre noi eravamo a destreggiarci ancora con ovini e zappa.
Ciao 24F, ben fatto.
Un bacio.

Commento di Loredana

…senza nulla togliere, naturalmente, agli ovini e alle zappe…
Bacio

Commento di Loredana

che dire di più oltre a quello che dici tu e che dicono melanzina e loredana?
dico solo questo: la storia dei rumeni è stata sorpassata da quella di meredith, che ora sta dando il cambio, quanto a “prima pagina”, a quella del tifoso laziale ucciso dalla polizia.
Siamo stanchi delle prime pagine, e delle verità mediatiche, perchè quello che i giornali non dicono non sempre la maggior parte di noi è disposto a riconscerlo, pur avendolo sotto gli occhi. E cresce l’intolleranza, cresce l’odio, cresce la paura. Diminuisce la civiltà, nel civilissimo Occidente.

Commento di almaya

l’elettrauto ha avuto una bella faccia di culo, scusa eh!

Commento di Pepenero

Melanzina: il mondo che vorresti tu è lo stesso che vorrei anche io. Perchè è nella differenza che c’è la vita.
Loredana: avrei testi e testi di antropologia sulla eprcezione che abbiamo dell’altro- dello straniero. Cmq grazie per il tuo ben fatto!
Almaya: hai ragione sulle prime pagine è per quello che esiste internet!
Pepenero: hai colto nel segno! mi ha colpito molto di più l’assenza totale di disponibilità dell’elettrauto che la gentilezza dell’albanese!

Commento di 24frames

potevi chiamare me… venivo e te la sistemavo io la cosa, no?

Commento di iLLuMiNaZiOnE pReMaTuRa

Hai ragione? Come ho fatto a non pensarci prima?!?! Gli uomini del sud spezzano le catene con le mani e si fanno in 4 per salvare pulzelle in ogniddove. :-)

Commento di 24frames

c’è un meme per te.

Commento di Pepenero




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