24 fotogrammi in 4 parole


scene da una bottiglia ambulante 4
settembre 6, 2007, 11:03 am
Filed under: segni urbani

Salgo dalla porta posteriore e mi fermo lì, nelle retrovie. L’autobus è pieno. Un solo posto libero accanto ad uno di quelli con cui non si vuole sedere mai nessuno. Uno di quelli che parlano ad alta voce, quelli che sembrano predicatori senza chiesa. Comunicatori senza audience. Il nostro uomo sta parlando al telefono e dice frasi sconnesse, alcune sono profonde rilflessioni sul cambiamento sociale, altre – più intime – sul suo stato d’animo dopo ‘i troiaio mangiato il giorno prima.
Prima fermata
Ragazza mora, entusiasta di poter occupare quell’unico posto libero, si siede proprio mentre l’uomo fa una pausa per ascoltare il sedicente interlocutore dall’altra parte del telefono.
L’uomo riprende ad altissima voce – eccheccazzoquestigiovani, sonotuttiviziatidaquestisoldi, ho.pagato.tutto.per.tre.notti.ma.voglio.dormire.al.rifugio.con te – (al rifugio?! quale rifugio??!).
La ragazza resasi conto del fatale errore s’alza e si sposta vicino al conducente, lontano dieci file di sedie da quel posto.

Seconda feramata
Donna di mezza età s’appresta e sgomita per non farsi fregare quell’unico posto. Si siede. Lui le fa spazio sbuffando: gli stava facendo perdere la concentrazione. L’uomo rincalza con timbro sonoro, taccia di escremento la città in cui vive, propone una cena in un non ben definito parco, offende un dottore che non gli aveva diagnosticato per tempo quella cosa lì. Dice proprio così, non definisce la malattia. Lo avrà trattenuto il senso per la privacy – penso.
Anche la signora di mezza età si alza e raggiunge la ragazza mora, si guardano e scuotono la testa per condividere l’esperienza.

Terza fermata
Sale un gruppetto di persone. Anche questa volta è una ragazza, la vedo solo di spalle mentre si siede nell’unico posto libero. Quello.
A questo punto tutti noi abbiamo la conferma che l’interlocutore al di là della cornetta è una donna e – di grazia – non sapremo mai se reale o un ologramma partorito dalla sua mente. Tutto l’autobus evita di guardarsi, facciamo finta di non ascoltare mentre il nostro uomo propone all’interlocutrice di stare insieme a lui e di fare all’amore tutti i giorni. La ragazza, però rimane ferma al suo posto. La conversazione non sembra toccarla, lei vuole tenersi stretto il suo posto, chissà forse deve scendere al capolinea. Intanto è arrivata la mia fermata, devo scendere. Passo davanti ai due, sono curiosa di vedere che faccia ha la Giovanna d’Arco dell’autobus. Mi avvicino alle porte, mi giro. La guardo e capisco.
Aveva l’ipod alle orecchie.


24 commenti so far
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sì, a volte l’ipod è un ottimo modo per estraniarsi. Ne ho vissute moltissime di storie così, sull’autobus. Da quando ho comprato l’ipod, non viaggio mai in autobus senza. E’ il mio modo di reagire al disagio che causano queste situazioni, che poi è un disagio tutto nostro, anche se riteniamo che i disadattati sociali siano “loro”, quelli che parlano ad alta voce…

Commento di Al Maya

Evvai Giovanna/24frames, per una volta qualcuno ti ha soffiato il ruolo! ;)

Commento di melanzina

al maya: tendenzialmente sono d’accordo con te, anche se al di là di chi fosse il disagio ti assicuro che il tipo dell’autobus era abbastanza inquietante.:-) bentornata!!

melanzina: si, hai ragione, avrei potuto essere io la giovanna d’arco della situazione! :-)

Commento di 24frames

Lettore mp3 dipendente. Neanche 5 minuti di funicolare senza. Mi avranno già vituperata, senza che me ne rendessi conto?

Commento di Vera

Vera, cara mia, e chissà quante volte qualcuno avrà detto numeri – blaterandoli – a caso e tu c’avevi l’ipod!! …zzarola

Commento di 24frames

Gli attori caratteristi sono indispendìsabili per fare di un posto Quel posto.
Per chi ha voglia di raccontare cio’ che vede e di leggere le situazioni di un frammento di giornata, tra sconosciuti, in un autobus.

L’ipod isola dall’inquietante, ma pure…da tutto il resto. Per me e’ stato un modo per superare certi limiti. Camminando con la musica nelle orecchie sembra di essere in un film. Un altro.

Ciao 24F. A presto?

Commento di loredana

Non avevo mai pensato a quante storie si potessero scrivere salendo quotidianamente sui mezzi pubblici.
Pagare e farsi rovinare le vacanze: ADESSO BASTA!

Commento di amosgitai

mi mancava la bottiglia ambulante…

Commento di iLLuMiNaZiOnE pReMaTuRa

leggo questo post dopo aver stampato gli orari del pullman. Da domani per una settimana dovrò salire e scendere due volte al giorno da una bottiglia ambulante. chissà quali saranno i miei incontri…! :-) Non so bene se avrei fatto come te, se sarei rimasta in piedi ad ascoltare la conversazione o se, invece, mi sarei seduta accanto al tizio. Magari avrei avuto anch’io le cuffiette nelle orecchie, ed avrei finito per toglierle o avrei abbassato il volume per sentire la conversazione. Perchè in fondo non si sa se chi urla così forte parlando al telefono voglia proprio che tutti lo ascoltino oppure se non ci fa caso, se è troppo preso da quello che dice.
Mah, poteva esserci anche un uomo dall’altra parte del telefono…

Commento di emisola

Carm: come farei senza i commenti di uno dei miei più grandi fan!!?!??! ;-)

emi: mi raccomando ad osservare i movimenti nelle bottiglie ambulanti su cui salirai. Se noti qualcosa, dimmelo! scriviamo subito qualcosa a riguardo…
Il tipo che urlava era clamorosamente “sbarellato”, era uno di quelli che la gente comune chiama folli.
I folli dicono ad alta voce ciò che le persone normali, per decenza, sussurrano.

Commento di 24frames

amosgitai: stare fermi in un posto che si muove per te, in cui entra ed esce gente continuamente, è una specie di droga per chi, come me, è osservazione-addicted: addicted di immagini, di fotogrammi, di frammenti di storie.

Commento di 24frames

Molto bello questo post. Sì, i mezzi pubblici sono luoghi terribili alle volte. Gloria gloria a chi ha inventato il lettore mp3!!

Commento di spikette

Gli autobus sono un pozzo senza fondo di ispirazioni :)
Pieni di matti, di anziani insopportabili e adulti insofferenti, di giovane maleducazione e vecchia disperazione, di indifferenza e di sofferenza… Sono pieni di storie.

Il caso vuole che il mio ultimo post parli di… ;)

Commento di Bukaniere

Sono anni che non prendo più un autobus, qui passano il tempo imbottigliati nel traffico come qualsiasi altro mezzo. Peccato perchè è vero che sono fonte di storie, ma io di tipi strani ne ho già la mia razione a lavoro.
Complimenti per il quadro ben dipinto come sempre.

Commento di raqqash

Meraviglioso! :-D

Commento di PennyL

@spikette: a volte sono luoghi terribili, hai ragione. Altre volte sono dei set cinematografici a cielo aperto!
@buka: c’è un feeling “di trasporto” tra di noi:)
@raq: qualsiasi posto ci racconta storie, belle o brutte che siano. A me piace osservare. Non riesco ad evitarlo.
@Penny: grazie, grazie!

Commento di 24frames

c’ho messo anni per capire cosa fosse un ipod, ma alla fine ce l’ho fatta

Commento di andrea

Mi hai fatto venir voglia di tornare a girare con l’autobus per assistere a fatti assurdi vari… :D

Commento di ABS

Andrea: adesso toccherà capire cos’è l’iphone!:-)

ABS: avrò la medaglia d’oro per il servizio reso dall’Ataf, Atac, Atm, Atb, At…ecc, ecc

Commento di 24frames

Off-topic: Feed sbloccati! Ora dovrebbero andare…:)

Commento di vera

personaggio davvero ambiguo… viene voglia di prendere costantemente il taxi.

Commento di Pepenero

Ahhh i vantaggi della tecnologia.

Commento di DiabolicaMente

Pepe: Anche i taxi raccolgono storie ma l’osservazione è limitata. Io, in genere, in un taxi guardo fuori dal finestrino per non guardare il tassametro.
Diabolicamente: vantaggi, dici? conosco persone, ehm ehm, che a causa della musica dell’ipod nelle orecchie hanno fatto certe figuracce…:-)

Commento di 24frames

Io invece sono uno di quelli che quando vedono personaggi del genere ci vanno accanto senza esitazione.

Commento di Varg




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