24 fotogrammi in 4 parole


a-mors: senza morte
agosto 24, 2007, 9:04 am
Filed under: amore e dintorni, anima, morte | Tag:

Questo è un fatto realmente accaduto qualche giorno fa. Una persona a me molto cara me ne ha parlato, ho chiesto e avuto il suo consenso per raccontarlo a modo mio. Solo i nomi non corrispondono alla realtà, tutto il resto è dimostrazione che il vuoto non esiste. Nè l’assenza. Nè la distanza.

La prossima volta gli avrebbe portato un girasole. Ma non quella mattina.
Erano anni, tantissimi e lunghi, che non metteva piede in quel cimitero, le dava inquietudine sapere che suo padre e suo fratello erano costretti in un rettangolo di marmo.
In posti come quelli la pietra bianca restituisce la luce del sole sotto forma di quiete. Ma lei di quella quiete non aveva mai voluto sentirne parlare. Figuriamoci la luce. Perché poi avrebbe dovuto? per fare finta che ci fosse ancora un luogo, una casa a cui far visita? Prego, accomodati, vuoi un bicchiere d’acqua?
Nemmeno una volta, da quel giorno funesto, nemmeno una volta era andata lì – anche solo per accarezzare i volti di quelle foto. E poi i fiori. Quelli appassiscono; meglio niente allora. Non voglio più veder finire le cose, pensava.

Ma Francesco era morto da poche settimane e questa volta non poteva più rimandare. Quella mattina Giulia uscì di casa decisa.
I lutti le avevano lasciato solchi tutt’attorno ai pensieri, e per anni aveva portato con sé quella strana malinconia di chi sente troppa differenza tra il pieno e il vuoto, l’assenza e la presenza, il silenzio e la parola. Io, voi. Come se ci fosse un muro che divide i vivi dai morti; e il muro – per Giulia – era quel luogo.
Oltrepassò il cancello e pensò -chissà perchè – alla sua professoressa di latino quel giorno quando le chiese di declinare la parola morte: mors-mortis…

Camminando lentamente aveva superato i padiglioni affollati di gente e si era fermata nell’ala est, dove avevano sepolto Francesco.
I gradini sottostanti alla lapide erano bollenti, avevano ingoiato centinaia di passi e tutto il calore di quei giorni d’agosto. Si era seduta e aveva cominciato a parlargli. Nessuno mi prenderà per pazza se parlo con un morto, vero?
Ma nell’ala est non passava nessuno, c’era calma. La quiete.
“Ti volevo portare il mio fiore preferito, Francè…” – comincio a bisbigliare. “Un girasole. Uno soltanto. “La prossima volta, promesso, te lo porto. Ma te ne sei andato così all’improvviso e sono ancora arrabbiata con te” – continuò tra i denti.
“Tu che volevi fare un sacco di cose, tu che dicevi che prima o poi avresti fatto far pace a mamma e Silvia. E solo tu, credo, ce l’avresti fatta a riunirle quelle due. Ma te ne sei andato prima… Il girasole, però, te lo porto lo stesso. La prossima volta”.

Girò la testa per asciugarsi le lacrime e in quel momento vide una sagoma avvicinarsi. Più in là la gente distribuiva mazzi di fiori. Ma lì, in quel momento, c’era solo lei. E Silvia che si avvicinava lentamente.
Silvia si ferma, Giulia la guarda incredula; Silvia aveva un fiore in mano, uno solo. Un girasole bellissimo.
Era passato molto tempo dall’ultima volta in cui l’aveva vista, anni da quando aveva litigato con sua madre.

Nell’impossibilità di pronunciare parole, si abbracciarono piano.

Silvia cominciò a raccontare a Giulia di come quella mattina aveva pensato, senza sapere bene il perchè, di portare un girasole a Francesco: non i garofani, una rosa o qualche giglio.

Si congedarono con una promessa taciuta negli occhi.
Giulia lasciò quel luogo lentamente, così come era entrata, e mentre oltrepassava l’uscita pensò alla parola amore che in latino si dice amor, a-mors: senza morte.
A-mors. Senza morte.


22 commenti so far
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…è bellissima, questa storia. Grazie per averla condivisa. E non conoscevo l’etimologia di amore…ma ora che la conosco mi sembra la cosa più logica e sensata del mondo!

Commento di Vera

Vera, l’etimologia non è certa. E’ una possibile interpretazione del suo significato ma a noi ci piace pensare che sia – assolutamente – così! :-)

Commento di 24frames

Molto bella: mi hai commosso. Nicola

Commento di Nicola Mattina

Nicola, che dire? – grazie! :-)

Commento di 24frames

Una meraviglia di amore…
Grazie per le belle parole, piccoli soli in questa mia giornata di nuvole..

Un abbraccio a te…

Commento di Stella

….ogni parola aggiunta, anche solo a breve commento, non rende giustizia. a ciò che hai scritto.
solo il silenio colmo di pensieri ed emozioni ne sa rendere la giusta grazia e misura…

Commento di lupo

Nel silenzio. L’espressione della propria fragilita’, in un luogo dove non sembra esserci respiro adatto, nell’ossequio angoscioso e angosciante di una separazione, in un luogo, un lembo di non-terra, dove ogni ritratto, ogni fruscio, ogni folata di vento, un colpo di tosse, sembrano fuori luogo…Nel silenzio, si ritrova quella pace strana che pare parlare alla nostra ansia di vita. E le dice “aspetta”. Nel silenzio, un abbraccio. Un ricongiungersi nel posto meno adatto. Il piu’ adatto, in fine. Separazione.Morte. Amore. Davvero l’amore e’ l’alternativa alla morte. Amare per sempre per non morire mai.

Tu? Bravissima e delicata.

Commento di Loredana

lupo, lori: grazie per le vostre parole, le osservazioni. Il racconto di per sè era già molto forte. Io ci ho messo, come sempre, solo le parole.
E un pezzo d’anima.

Commento di 24frames

Bellissima storia.

Commento di hotel messico

Caro Hotel messico (lo so che odi se ti si chiama così :-) ), che sia una bellissima storia e che lo dica proprio tu assume un valore sublime (sai perchè).
Leggevo che hai fatto lite con una sedia di notte. Spero tu stia meglio, ora! :-)

Commento di 24frames

E’ molto bella la storia. Ed è molto bello il racconto. A presto rileggerci!

Commento di spikette

santuzza bella te l’ho già detto un’altra volta e lo ripeto, secondo me dovresti scrivere un libro di novelle, la forma letteraria che più ti si addice!

Commento di lupo

infatti. . vengano contrapposte la vita e la morte, quando basterebbe contrapporre la morte e l’amore

Commento di andrea

uno dei significati dell’amore non può che essere questo…o per lo meno ci consola dal vuoto lasciato dalla morte di persone amate..il tuo modo di raccontare questa storia la rende ancora più toccante…grazie delle tue parole!
Un abbraccio

Commento di france

brividi, mi inchino

Commento di madmac

bellissima questa cosa che mi hai spalancato sulla parola amore, senza morte, non ci avevo mai pensato
per il fatto che non esiste né distanza, né vuoto né nulla………è una delle mie più profonde certezze
l’amore è volatile, senza occhi e senza carne, ha bisogno di vuoto per esistere nella sua forma più intensa
buona giornata
romina

Commento di romina

(Benvenuta Romina).
L’etimologia delle parole mi ha sempre affascinata. Non v’è certezza sulle origini delle parole, non di tutte. Vi è – invece – accurata interpretazione.
E questa interpretazione etimologica della parola amore, a quanto pare, ci piace assai! :-)

Commento di 24frames

l’etimologia è assolutamente sbagliata e frutto di avventurismo linguistico.
Dunque, lat. amor (da cui il nostro ‘amore’) è un sostantivo deverbale, cioè derivato dal verbo amare. E’ vero che purtroppo ignoriamo l’etimologia di amare, ma l’etimologia di amore che voi citate si può tranquillamente escludere; la somiglianza con ‘mors’ è puramente casuale, e la sillaba -mor di ‘amor’ non ci ha niente a che fare. Infatti, in amor, -or è un suffisso (come in sopor ad es.), e il tema è -am, mentre, in mors, mor costituisce il tema! Insomma, è impossibile.
Etimologie di questo tipo non erano rare nel mondo antico e nel Medioevo; anche Vico ne ha fatte parecchie, ed erano normali prima della nascita della linguistica. Oggi sono imperdonabili, anche se c’è chi ne fa a decine e nessuno gli dice niente.

Commento di sergio

Caro Sergio, lungi da me ergermi, in questa sede e altrove, a linguista. La mia è solo una trovata narrativa e una interpretazione della parola che mi piace immaginare così: questo non è un testo letterario o un manuale o wikepedia. Ti ringrazio per le precisazioni etimologiche. Rimango convinta che spesso la scienza, intensa come tentativo di spiegare i fenomeni nell’unico percorso logico possibile del “causa – effetto”, inaridisca altri percorsi, più caotici. Magari poetici.
Mi piace pensare all’amore come una energia che rende eterni, che poi l’origine etimologica non coincida, poco toglie al racconto. Non credi?

Commento di 24frames

Si, condivido, del resto Freud considerava(poeticamente) il contario della morte non la vita, ma la mancanza di amore e sulla falsariga anche il filosofo Norman Brown nel suo libro “la vita contro la morte” considerava “l’amore come toglimento di morte”

sergio

Commento di sergio

era da un po’ che stressavo i miei amici – tra cui due professori – per avere l’etimologia della parola “AMORE”.
Grazie

Commento di laura

Laura, l’etimologia che riferisco in questo post non è certa. Me lo ha detto una volta la mia professoressa del liceo ma non so quanto sia scientificamente corretta (vedi commenti).
Tuttavia è suggestiva.

Commento di 24frames




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