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Firenze è la prima città italiana ad aderire al coro delle lamentele, una inziativa tanto stravagante quanto interessante.
L’iniziativa - leggo qui sul sito e riporto interamente - si inserisce in un progetto internazionale, ideato a Birmingham dagli artisti Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen.
Partendo dalla considerazione che gli abitanti di tutte le città del mondo amano lamentarsi sulla propria città e sulla vita in generale, gli artisti hanno tradotto questo fenomeno universale in un’iniziativa ironica, divertente e coinvolgente: nel 2005 hanno organizzato a Birmingham il primo Coro delle Lamentele composto da cittadini volonterosi di creare, con l’aiuto di un compositore, una canzone delle loro lamentele esibendosi come Coro nelle piazze e in altri luoghi pubblici della città.
Vi consiglio di dare un’occhiata al sito e all’inziativa. Sto pensando seriamente di inviare la mia lamentela ed entrare a far parte del Coro di Firenze! Quando l’ho segnalata ad una mia amica di Bari dicendole che l’hanno fatto pure ad Helsinki lei - forte dall’alto della sua beresità - ha chiosato con un “seeee, e di che si lamentano ad Helsinki??”.
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Ci sono 289 titoli di film che hanno la parola “rain” nel titolo. Di tutti, in assoluto, nomino film del giorno Prima della pioggia di Milcho Manchevski. Un film raro per bellezza, tecnica, contenuti, fotografia, intensità.
Innumerevoli, poi, i titoli delle canzoni che contengono la parola “rain”. Dalla fin troppo semplice Puprle Rain di Prince a November Rain dei Guns ‘n’ Roses, da Rain dei Beatles a Bob Dylan con A Hard Rain’s Gonna Fall. Ma nomino canzone del giorno Singing in the Rain cantata da Gene Kelly.
E se vi trovaste accanto ad una finestra a leggere La pioggia prima che cada, l’ultimo di Jonathan Coe (lo stesso del bellissimo “La casa del sonno”), avreste una giornata - quasi - sinestetica.
Dietro la pioggia si nasconde un mistero.
Chi lo indovinerà?
Fitta - oggi - mi ipnotizza, sospende i sopetti, ammutolisce i silenzi, si prende cura di me, separandomi. Mi uccide, per farmi rinascere.
La trasmigrazione della mia anima è in atto. Non so - tuttavia - quanto durerà.
Il tempo di un fortunale. E quello che rimarrà di me sarà solo una pozzanghera.
Quello che rimarrà di me sarà migliore di quel che sono adesso.
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