Per tutti quelli che hanno sempre avuto un diario, che hanno cercato i posti più segreti all’ombra di sguardi indiscreti dove poterlo nascondere. Per tutti quelli che lo hanno condiviso – almeno una volta nella vita – con un’amica o un amico e per tutti quelli che non hanno mai smesso di sentire la necessità di fermare i ricordi e i pensieri in un personalissimo luogo. Per noi diaristi, insomma, hanno realizzato un programma semplicissimo per tenere un diario on line. Trovo la segnalazione qui. Il programma si chiama Penzu ed è semplicissimo da usare.
Con una semplice e veloce iscrizione, il diario diventa accessibile solo attraverso una password; si può condividere, corredare di foto, lucchettare le singole pagine per una maggiore certezza della loro inaccessibilità.
La differenza con i blog, cosiddetti diari on line ma che di diario – inteso come luogo segreto delle proprie quotidiane memorie – hanno poco, è che ai contenuti su Penzu vi si accede solo con password e non ha i tools tipici della condivisione (blogroll, feed rss, widget vari).
10 Commenti finora
Lascia un commento
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>




Sarò troppo tradizionalista, sarà che ancora amo troppo la carta e l’inchiostro e i luoghi segreti (e tu ne sai qualcosa, no??), ma io il mio diario decisamente preferisco averlo su carta, magari “chiuso sotto chiave” “nel secondo cassetto del comodino”, portarlo con me in borsa quando esco, o in viaggio… Finire un diario è come chiudere un capitolo della mia vita, iniziarne uno nuovo, sceglierne il formato, lo spessore, il tipo di carta è come cambiare il taglio o il colore dei capelli, scegliere l’abito giusto per un’altra fase, per altri pensieri che racconto a me stessa, che raramente condivido e quasi sempre in altre forme, in altri modi, con altre parole.
Commento di melanzina Giugno 18, 2008 @ 8:05 amE allora perchè tenerlo online? Un’altra botta di esibizionismo pseudo-tecnologico? Un diario è qualcosa che nemmeno si dovrebbe sapere che c’è.
Commento di sola Giugno 18, 2008 @ 10:38 am@melanzina: sull’esteticità del diario cartaceo non si discute. Un po’ come il libro, la più bella invenzione “tecnologica”mai fatta, non credo che il diario potrà mai essere sostituito. Ma io trovo interessante l’approccio: la tecnologia che si “piega” alle esigenze e certe volte implementa e migliora l’utilizzo. Certe volte, eh.
@sola: il diario non è online nel senso che è accessibile a tutti. E’ su web e accedendovi con password non è visibile se non a chi la possiede. Non so se è una botta di esibizionismo pseudo-tecnologica, in questo senso.
Commento di 24fotogrammi Giugno 18, 2008 @ 11:09 amCondivido i fatti:
Commento di loredana Giugno 18, 2008 @ 12:48 pmcartaceo (insostituibile)
segreto (allora perche’ on line)
Segreto con password? Ah ah ah! Non ha senso, Xanta. L’intimita’ della condivisione della lettura di un diario va vissuta respirando la stessa nuvoletta di aria, con le teste vicine vicine, quasi a leggere con gli stessi occhi le stesse parole…
Baci.
Loredana
Ps. stanotte ti ho sognata! Che mangiata, ragazzi!!
non capisco l’obiezione segreto/online/password. Ma la posta, per esempio, non è segreta/online/con password? non è la stessa cosa?
Non vorrei che l’amore per “ciò che è classico”, ciò che è tradizionale, deve renderci ciechi in modo acritico rispetto all’innovazione…
Commento di 24frames Giugno 18, 2008 @ 1:44 pmNonostante sia d’accordo con voi che certe cose hanno un sapore insostituibile.
Aspetta…La posta e’ “da me-a te” o “da me-aun gruppo”. Il diario, che per antonomasia dovrebbe essere “da me a me” e nessun altro, che ci starebbe a fare in un posto che E’ di tutti per eccellenza? Mi sembra moooolto forzato e un po’ narcisistico fino al paradosso. Amo le innovazioni, le stesse mi han permesso la conoscenza di persone speciali ;-) non potrei fare a meno della Rete e dei suoi mille spunti quotidiani. Ma il diario…chec’azzecca il diario?
Commento di loredana Giugno 19, 2008 @ 6:22 pmCiao cara…
segreto: ma dove seiiii??
Baci!
Loredana
L’idea è concettualmente buona ma non tiene conto del fatto che l’effetto grande fratello costituisce l’ingrediente essenziale di queste “esperienze telematiche” (blog, social network…).
Commento di Pepenero Giugno 22, 2008 @ 2:23 pmSpiare negli spazi altrui è un po’ come spiare il vicino dalla finestra: è l’interesse per il prossimo che ci spinge a scrivere, a leggere, a commentare…
Riconoscerlo è un passo importante.
pepenero: l’effetto voyeristico è certamente un motore importante di una parte di queste esperienze telematiche, come le chiami tu. Ma con una semplice password puoi condividere consapevolmente oppure scrivere in segreto altrettanto consapevolmente: bypassando, se lo si vuole, l’effetto grande fratello.
Commento di 24frames Giugno 23, 2008 @ 7:10 amLe scelte sono alla base di tutto.
La tecnologia, semplicemente, amplia il ventaglio di scelta: essere al centro della scena del grande fratello, non esserlo, inventarsi una storia e condividerla, raccontarla e condividerla, scrivere per se stessi, per gli altri, per gli sconosciuti, per tenersi in esercizio e mettersi in gioco sottoponendosi ai commenti altrui… :-)
Io, tengo un diario, sì, di carta, ma è un diario particolare. E’ il mio diario delle cose belle. In ogni pagina, per ogni giorno, una stellina per ogni cosa bella che mi è successa, con il racconto di ognuna. Dopo tante batoste nella vita si scopre un trucchetto: scrivere sulla sabbia le cose negative, incidere sulla pietra le cose positive. Si vive meglio, lasciando da parte il peggio, e prendendo il meglio, dalla vita.
Commento di kindlerya Giugno 24, 2008 @ 9:57 pm@kindleira: sono assolutamente d’accordo con te.
Commento di 24frames Giugno 24, 2008 @ 10:25 pmSabbia. Pietra.
Proverò a farne tesoro.
grazie