24 fotogrammi in 4 parole

Sophie Calle come Pazienza e Cartesio

Aprile 28, 2008 · 2 Commenti

opera di sophie calle

Sophie Calle è una artista molto amata dal pubblico che segue l’arte contemporanea e in particolar modo quella cosiddetta neointimista.
La Calle è una che fa dell’osservazione della vita altrui, e della propria, un’opera d’arte.
Hanno scritto di lei:

    Le idee sono nell’aria, quindi sono di tutti. Ma l’unico tratto che distingue oggi l’arte dagli altri oggetti e pratiche della vita più o meno ordinaria è la firma, dalla cui “istituzione” dipende ogni ulteriore valorizzazione estetica. Catturare le idee e poi ridistribuirle come pezzo del proprio vissuto soggettivo: è il tratto costante e comune delle opere concettuali di Sophie Calle. Ossia fare del mondo, di ogni cosa del mondo, la propria autobiografia. In fondo è un’operazione squisitamente filosofica, non molto diversa, ad esempio, dal Discorso sul metodo di Cartesio. E’ anche l’essenza di ogni vocazione letteraria. Il voyeurismo concettuale e autobiografico di Sophie Calle - che tanti imitatori ha avuto in questi anni con la diffusione del genere “documentario” nelle arti visive e nel cinema – consiste nell’essere insieme autori e attori della propria opera.

Un giorno, mesi fa, una mia cara amica mi ha girato questo file dicendomi che prima o poi avrei saputo che farmene. Ed io l’ho fatto.
Mi ha ricordato Andrea Pazienza e non so ancora bene perchè.

Categorie: amore e dintorni · anima · poesia · segnali di fumo
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2 risposte so far ↓

  • emi // Maggio 3, 2008 a 2:58 pm

    grazie per averlo fatto girare anche a noi, qui. Che dire? Sono rimasta perdutamente affascinata da Sophie Calle, dalla sua arte. Rimpiango di conoscerla solo adesso, di aver perso la mostra, mi chiedo se mai riuscirò a recuperare i suoi libri…

  • dontyna // Maggio 8, 2008 a 4:11 pm

    Wow, neanche io la conoscevo! Mi riprometto di cercare il libro in qualche scaffale di queste parti, magari lo trovo!

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