Leggo, ricevo e pubblico due materiali interessanti per chi - la maggiorparte di noi, presumo - oscilla tra la voglia di non fidarsi di nessuno e quella di affidare ancora una volta il proprio futuro prossimo, invece, a qualcuno degno.
Potete trovare qui un pdf con una esemplificazione su come votare. Come, cioè, evitare di rendere nulla la scheda senza volerlo.
Invece qui (e sull’editoriale del Corsera di oggi) un articolo scritto da Giovanni Sartori sul voto di sfiducia costruttivo.
Due approcci differenti. Il primo tutela il diritto al voto.
Sartori, invece, propone un diritto al voto-rifiuto e dice: …
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“È che sapendo usare il voto disgiunto tra le due Camere ne possiamo ricavare un voto-rifiuto, un voto che puramente e semplicemente dice no. Mettiamo che al Senato io voti Veltroni e invece per la Camera io voti Berlusconi (o viceversa). In tal caso il mio secondo voto pareggia e cancella il primo. L’effetto sull’esito elettorale è zero. Però io ho votato, e quel mio voto esprime senza ombra di dubbio il secco rifiuto del Palazzo e della Casta. Si dice che come elettori siamo impotenti. Sì. Ma se, mettiamo, 10 milioni di italiani votassero così, allora saremmo potentissimi.”
Ne riparliamo la settimana prossima.





4 risposte so far ↓
andrea // Aprile 16, 2008 a 7:53 am
stimo sartori
andrea // Aprile 16, 2008 a 7:54 am
e il tuo blog
24frames // Aprile 16, 2008 a 8:05 am
e io ti ringrazio per l’attestazione di stima a questo blog. Detto da te, poi, ha un grande valore per me.
kindlerya // Aprile 17, 2008 a 11:27 am
Purtroppo auspicare che 10 milioni di italiani votino così è pura utopia: ed ecco il risultato
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