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elemosina non petita, presunzione manifesta

Aprile 5, 2008 · 6 Commenti

Il clochard era seduto per terra nel sottopasso affollato che collega la stazione al resto della città. Rilassato come un sacco mezzo pieno e mezzo vuoto stava lì a corredo urbano del nostro vivere metropolitano.
Sopraggiungono a passo lento due turisti, quelli che nell’improvviso freddo della primavera vanno in giro con le infradito. Lei tira fuori 5 euro e li porge al barbone che nulla aveva chiesto. Non uno sguardo, un gesto, non una mano tesa.
Il clochard mugola qualcosa che assomiglia ad un rifiuto stizzito. La donna, e l’uomo insieme, insistono con un italiano senza suoni: “dai, prendilo, it’s a great banconota!”.
L’uomo, mezzo pieno e mezzo vuoto, prende i 5 euro e li butta per terra il più lontano possibile. Borbotta qualcosa che soltanto immagino ma che comprendo.
I due turisti bellamente se ne vanno facendo spallucce, stupiti di tanta ingratitudine.

L’elemosina esiste quando c’è qualcuno che la chiede. Ma se c’è qualcuno che “fa la carità” senza che sia stata richiesta, manifesta quella tipica presunzione di chi crede che vi sia un unico modo di stare al mondo.
Chissà perchè questa scena mi ha colpita. Chissà perchè i sottopassi di questa città mi raccontano sempre qualcosa.

Categorie: Firenze · città · clochard · luoghi comuni · segni urbani

6 risposte so far ↓

  • Loredana // Aprile 5, 2008 a 11:24 am

    Volendo fare spirito dello spirito “spicciolo” mi piacerebbe avere le coordinate precise del posto…;-)

    Hai detto bene, “un unico modo di vedere le cose”…Anche il barbone, pero’! Se non voleva denaro, e il suo stare in quel modo (in un mondo dove esistere equivale ad apparire, che ci piaccia o no) faceva supporre che un po’ di denaro potesse fargli comodo, poteva replicare con gentilezza, “no grazie non ne ho bisogno”. Gettare via una cosa offerta (qualunque motivazione ci abbia indotto ad offrire) non e’ mai un bel gesto.

    Allora, ste coordinate?
    Ciao…
    Loredana

  • melanzina // Aprile 5, 2008 a 6:13 pm

    Era forse domenica? Amèlie insegna che di domenica neanche i clochard lavorano… :)

  • ABS // Aprile 6, 2008 a 3:38 pm

    Concordo con Loredana, cercare di essere sempre gentili con chicchessia, comunque!

  • 24frames // Aprile 7, 2008 a 9:32 am

    lori, abs: concordo sulla gentilezza. Pienamente.
    Il mio post, cmq, voleva sollevare la riflessione più sul piano “semiotico”, dei segni, che su quello etico: chiedere, dare, avere, regalare, donare, tendere, rifiutare.

    melanzina: Amèlie ha sempre ragione. Non era domenica ma forse il clochard pensava lo fosse, magari gli si era fermato l’orologio e aveva perso la dimensione del tempo!

  • maryjo // Aprile 9, 2008 a 6:46 pm

    esageratooooooo…la gente in genere ti lascia quelle monetine che nel portafogli fanno solo volume e che a malapena ti permettono di comprarti un pezzo di pane..oggi.
    5 euro sono una buona offerta,anche se non richiesta.
    amelie’,tu gli avresti offerto un piatto di pasta al forno?sarebbe stato meno…ehm…offensivo?un clochard si e’ offerto di accompagnarmi a casa perche’ avevo le buste della spesa troppo pesanti..non glielo avevo chiesto.gli ho dato delle monete.non le aveva chieste…tutto con gentilezza…ogni tanto “ci aiutiamo”.ognuno con il rispetto della propria dignita’.
    cmq rifiutare e’ legittimo,offrire pure…e’ la gentilezza che fa la differenza.sempre…

  • Nicola Amato // Aprile 11, 2008 a 9:49 am

    ..è davvero una triste realtà quella che ti catapulta, da un momento all’altro, per la strada. L’esistenza di un barbone è una di quelle realtà che potrebbe colpire chiunque. Nessuno ne è immune.
    Nic

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